CASERTA – A oltre due anni dalla presentazione di un esposto, l’area sequestrata nella zona industriale di Caserta, alle spalle della località Lo Uttaro, sarebbe ancora in condizioni di degrado. A denunciare la situazione sono i volontari ambientali della D.E.A. – Difesa Eco Ambientale, che lunedì 26 ottobre hanno effettuato un sopralluogo nell’area per verificare eventuali interventi di messa in sicurezza e bonifica.
Secondo quanto riferito dall’associazione, la situazione riscontrata non mostrerebbe miglioramenti. All’interno di un’area recintata di circa 1.500 metri quadrati, sottoposta a sequestro giudiziario, sarebbero ancora presenti ingenti quantitativi di rifiuti di diversa tipologia, accumulati nel corso del tempo.
Il monitoraggio aveva proprio l’obiettivo di verificare gli eventuali sviluppi successivi all’esposto presentato formalmente oltre due anni fa. Tuttavia, stando a quanto segnalato dai volontari, i cumuli sarebbero ancora sul posto, esposti agli agenti atmosferici e al progressivo deterioramento dei materiali.
L’intervento si è svolto nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo del territorio portate avanti dalla D.E.A. nella zona industriale casertana.
Durante il sopralluogo, i volontari hanno constatato la permanenza dei rifiuti nell’area recintata, esprimendo preoccupazione per una situazione che, a loro giudizio, richiede un intervento concreto da parte degli enti competenti. «È inaccettabile che, nonostante le segnalazioni ufficiali e il vincolo di sequestro, l’area continui a versare in queste condizioni», dichiarano i volontari.
L’associazione richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare il problema non soltanto sotto il profilo del degrado urbano e ambientale, ma anche in relazione ai possibili rischi per la salute pubblica.
La presenza prolungata di materiali abbandonati in un’area sottoposta a sequestro solleva interrogativi sulla gestione del sito e sulle iniziative necessarie per impedirne l’ulteriore deterioramento.
«La presenza persistente di questa discarica abusiva non solo deturpa il territorio, ma continua a rappresentare un gravissimo rischio igienico-sanitario e ambientale per l’intera comunità e per la falda acquifera», sottolineano i volontari ambientali.
Si tratta di valutazioni espresse dall’associazione, che chiede di affrontare con urgenza la situazione. L’effettiva entità dei rischi ambientali e l’eventuale coinvolgimento della falda acquifera richiedono, tuttavia, specifiche verifiche tecniche da parte degli organismi competenti.
Il caso riporta l’attenzione sulla necessità di garantire controlli costanti nelle aree industriali e di assicurare che le situazioni di accumulo incontrollato di rifiuti vengano affrontate attraverso procedure adeguate.
La D.E.A. rivolge un appello alle autorità competenti, agli enti locali e agli organi inquirenti, chiedendo un intervento urgente per affrontare le criticità segnalate.
In particolare, i volontari sollecitano la messa in sicurezza del sito, la caratterizzazione dei rifiuti presenti e la successiva bonifica dell’area, passaggi necessari per definire le caratteristiche dei materiali accumulati e individuare le modalità corrette di gestione. L’obiettivo dichiarato è ripristinare condizioni di sicurezza e legalità, tutelando il territorio e la salute dei cittadini.
A oltre due anni dall’esposto, la segnalazione rilancia dunque il tema della gestione delle aree degradate nel Casertano e della necessità di dare seguito alle denunce ambientali con verifiche e interventi concreti. Resta ora da chiarire quali provvedimenti siano stati eventualmente adottati nel frattempo e quali iniziative potranno essere avviate per risolvere la situazione segnalata dai volontari.
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