Caso Musicile, la minoranza di Oliviero boccia la convenzione: «Portico paga, gli altri Comuni incassano»

PORTICO DI CASERTA. La minoranza consiliare guidata da Giuseppe Oliviero contesta la convenzione relativa alla gestione della frazione Musicile, discussa durante il Consiglio comunale di giovedì 22 ottobre. Al centro delle critiche c’è soprattutto l’aspetto economico dell’accordo che coinvolge Portico di Caserta e i Comuni confinanti di Macerata Campania, Capodrise e Recale.

Secondo l’opposizione, infatti, Portico continuerebbe a sostenere gran parte delle spese per i servizi destinati ai residenti di Musicile, mentre gli altri Comuni incasserebbero le imposte legate agli immobili situati nei rispettivi territori.

Il nodo delle entrate e delle spese

La particolarità di Musicile è proprio questa: pur essendo una frazione legata amministrativamente e per i servizi a Portico, parte del territorio ricade nei confini di altri tre Comuni.

La minoranza sostiene che le entrate derivanti da IMU e oneri di urbanizzazione vadano a Macerata Campania, Capodrise e Recale, mentre Portico si occupa della manutenzione delle strade, della pubblica illuminazione e di altri servizi essenziali.

Attraverso alcuni prospetti contabili, l’opposizione stima che, tra il 2017 e il 2025, la quota di addizionale IRPEF attribuibile ai nuclei familiari di Musicile sia stata di circa 176mila euro in termini di accertamenti. Applicando una percentuale di riscossione del 70,39%, il gruppo indica un incasso stimato di circa 124mila euro.

A fronte di queste entrate, vengono indicati oltre un milione di euro tra tributi e oneri attribuiti agli altri Comuni e spese di manutenzione. Da qui la stima di uno squilibrio economico superiore a 900mila euro, un calcolo elaborato dall’opposizione che non rappresenta, di per sé, una perdita di bilancio ufficialmente accertata.

La proposta della minoranza

Il gruppo guidato da Oliviero non mette in discussione la necessità di garantire i servizi ai cittadini di Musicile, ma chiede una diversa distribuzione degli oneri economici.

La proposta prevede una gestione associata tra i quattro Comuni, con Portico nel ruolo di capofila, una ripartizione più equilibrata delle spese e la prosecuzione del percorso istituzionale per arrivare a una ridefinizione dei confini territoriali.

Per la minoranza, dunque, la convenzione non risolverebbe lo squilibrio tra chi incassa le entrate fiscali e chi sostiene i costi dei servizi. È questa la ragione principale della contrarietà all’intesa, che secondo l’opposizione rischierebbe di mantenere invariata la situazione anche nei prossimi cinque anni.

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