
SANTA MARIA CAPUA VETERE. Aveva escogitato un nascondiglio particolarmente difficile da individuare per introdurre sostanze stupefacenti all’interno del carcere, ma il tentativo è stato scoperto dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Protagonista della vicenda un giovane di 20 anni, originario del Napoletano, sorpreso con una consistente quantità di hashish occultata nelle parti intime.
L’episodio si è verificato nella giornata di venerdì 23 ottobre, all’interno della casa circondariale Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere, durante le operazioni di controllo effettuate nell’area destinata agli incontri tra detenuti e familiari.
Il ragazzo si era presentato nell’istituto penitenziario per incontrare un proprio congiunto ristretto nella struttura. Durante le verifiche di sicurezza, tuttavia, il personale in servizio ha individuato la sostanza stupefacente, impedendone l’ingresso nel carcere.
Secondo quanto reso noto dall’Osapp, organizzazione sindacale della Polizia Penitenziaria, il quantitativo sequestrato sarebbe stato incompatibile con una semplice detenzione per consumo personale. L’ipotesi è che l’hashish fosse destinato al mercato illegale della droga all’interno del penitenziario, attraverso la consegna al familiare detenuto.
L’intervento è stato coordinato dalla comandante, con il supporto di agenti uomini e donne impegnati nelle operazioni di perquisizione. La sostanza è stata immediatamente sequestrata, mentre il ventenne è stato fermato e successivamente denunciato all’autorità giudiziaria competente.
Sono ancora in corso gli approfondimenti investigativi per ricostruire l’esatta destinazione dello stupefacente e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nell’organizzazione del tentativo di introduzione.
L’Osapp ha espresso apprezzamento per l’attività svolta dagli agenti, evidenziando come i controlli siano stati effettuati nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale.
Il sindacato ha inoltre annunciato l’intenzione di sollecitare un rafforzamento degli organici e una maggiore presenza delle unità cinofile, considerate strumenti fondamentali per contrastare l’ingresso di sostanze stupefacenti e oggetti vietati.
L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza del carcere sammaritano e sulla necessità di intensificare le attività preventive, soprattutto nei settori maggiormente esposti ai tentativi di introduzione di materiale illecito dall’esterno, attraverso controlli costanti e mirati.

