Mattanza in carcere, cancellate due assoluzioni

Santa Maria Capua Vetere. La Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione di Angelo Di Costanzo e Vittorio Vinciguerra, due agenti della polizia penitenziaria coinvolti nell’inchiesta sulle violenze e sulle presunte torture avvenute il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il procedimento dovrà tornare davanti alla Corte d’Appello, in una sezione diversa da quella che aveva confermato il proscioglimento.

I due imputati erano stati giudicati con rito abbreviato e assolti in primo grado. La sentenza era stata poi confermata dai giudici di secondo grado. Contro quest’ultima decisione si era rivolta alla Suprema Corte la Procura Generale, contestando la mancata acquisizione di alcune testimonianze ritenute nuove e rilevanti per la valutazione del caso.

Le dichiarazioni in questione sono state rese da altri agenti della polizia penitenziaria durante il maxi processo in corso davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere. Il procedimento riguarda i fatti verificatisi all’interno dell’istituto penitenziario il 6 aprile 2020 e le responsabilità contestate agli operatori coinvolti.

La Cassazione ha accolto il ricorso della Procura Generale e disposto l’annullamento della sentenza impugnata, con rinvio a un diverso collegio della Corte d’Appello. Saranno quindi i nuovi giudici a riesaminare la vicenda e a valutare gli elementi indicati nel ricorso. Le motivazioni della decisione della Suprema Corte non sono ancora state depositate.

Di Costanzo e Vinciguerra sono assistiti dagli avvocati Mauro Iodice, Massimiliano Di Fuccia e Gerardo Marrocco. Nel procedimento si sono costituiti parte civile diversi detenuti, l’associazione Antigone e il Garante regionale delle persone detenute. Tra i legali che li assistono figurano Carmine D’Onofrio, Andrea Balletta, Orlando Sgambati, Mirella Baldascino, Vincenzo Montanino, Luciano Mariniello, Luca Viggiano, Sergio Iovane, Vincenzo D’Angelo, Goffredo Grasso, Marco Argirò, Enrico Capone, Elvira Rispoli, Giuseppe De Lucia, Pasquale Crisci e Fabio Della Corte.

La decisione della Cassazione non equivale a una condanna: il processo dovrà ora riprendere in Appello e concludersi con una nuova valutazione delle posizioni dei due agenti. Al centro del riesame ci sarà anche la questione delle testimonianze che la Procura Generale aveva chiesto di acquisire. L’iter giudiziario sulla vicenda, dunque, prosegue.

 

 

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