Mani del clan sul sisma, due fratelli nel blitz

Casal di Principe. Ci sono Giuseppe Diana, conosciuto come “Peppe o’ Biondo”, e il fratello Raffaele tra le persone arrestate nell’operazione “Ricostruzione”, condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. I due, originari di Casal di Principe, sono accusati, a vario titolo, di truffa aggravata, interposizione fittizia aggravata dall’agevolazione mafiosa e corruzione. Si tratta di contestazioni al vaglio dell’autorità giudiziaria.

L’indagine riguarda presunte irregolarità negli appalti per la ricostruzione privata dopo il terremoto del 2016 e in alcune commesse pubbliche nelle Marche. Secondo gli investigatori, i fratelli Diana avrebbero gestito di fatto diverse imprese, mentre formalmente le società risultavano intestate ad altre persone. Il sistema avrebbe consentito di aggirare i controlli antimafia e di continuare a lavorare nei cantieri in subappalto.

Tra le società citate nell’inchiesta c’è la Mira Costruzioni, per la quale sarebbe stata presentata domanda di iscrizione all’Anagrafe antimafia degli esecutori senza rendere nota, secondo l’accusa, l’effettiva gestione riconducibile ai Diana. Quando la Prefettura di Milano aveva comunicato ostacoli al rinnovo, sarebbe subentrata la Prospera Costruzioni. In seguito, lo stesso schema avrebbe coinvolto la Omega Costruzioni, la Gisa Costruzioni e l’Adriatica Costruzioni.

Per gli inquirenti, i rapporti con la Crucianelli Rest Edile avrebbero permesso alle imprese di ottenere commesse nei cantieri della ricostruzione. I fratelli Diana sono indicati come amministratori di fatto, mentre altri soggetti avrebbero ricoperto formalmente incarichi societari. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche Antonio Esposito, ritenuto gestore di fatto della Ricostruire Srl.

L’inchiesta ricostruisce inoltre presunti profitti illeciti per le società subappaltatrici riconducibili ai Diana e a Esposito, quantificati dagli investigatori in oltre 15,9 milioni di euro sulla base delle fatture emesse. Tra le persone arrestate figurano anche gli avvocati Guido Diana e Carlo De Stavola, indicati nell’indagine come “colletti bianchi” del clan dei Casalesi.

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