La protesta dei camionisti mette in ginocchio i produttori di kaki: «Stiamo perdendo tutto»

Trasporti rallentati e raccolto a rischio per le aziende agricole della Valle di Suessola. Umberto Nuzzo chiede attenzione e tutela per i produttori

San Felice a Cancello/Caserta. Lo sciopero degli autotrasportatori sta creando difficoltà anche alle aziende agricole della Valle di Suessola. A lanciare l’allarme è Umberto Nuzzo, imprenditore ortofrutticolo della zona Grotticella di San Felice a Cancello, che si fa portavoce delle preoccupazioni di diversi produttori di kaki, alle prese con il rischio di perdere un raccolto frutto di mesi di lavoro e investimenti.

Nuzzo chiarisce di condividere le ragioni della protesta, ma chiede che vengano tutelati anche gli interessi delle aziende agricole, già gravate dall’aumento dei costi di produzione.

Ma chi pensa a noi produttori?

«È giusto scioperare e le ragioni di chi protesta sono più che legittime. Ma chi pensa a noi produttori? Io sto perdendo i miei kaki, un raccolto che rappresenta mesi di sacrifici. Un frutto che non aspetta, che ha i suoi tempi e che, se non viene venduto al momento giusto, rischia di andare perso».

Il problema riguarda soprattutto la deperibilità della merce e le difficoltà nella distribuzione. I rallentamenti nei trasporti rischiano di compromettere la commercializzazione dei prodotti, con conseguenze economiche pesanti.

«Abbiamo prodotto con le spese praticamente raddoppiate. Tra gasolio, manodopera e giornate agricole, i costi sono aumentati sensibilmente. Le giornate lavorative sono passate da circa 15 a 18 euro. Abbiamo sostenuto tutti questi investimenti e adesso rischiamo di buttare il prodotto. Chi paga questi danni?»

L’imprenditore riferisce di essersi confrontato anche con altre realtà del comparto, comprese aziende di maggiori dimensioni, tra cui quella della famiglia Divano. La preoccupazione sarebbe condivisa da numerosi produttori della zona.

Parlo a nome di tutte le aziende del comparto

«Non parlo soltanto a nome della mia azienda. Abbiamo tutti lo stesso problema. Non sappiamo se riusciremo a recuperare i soldi investiti e se qualcuno ci risarcirà». A complicare ulteriormente la situazione è il rischio di perdere i clienti abituali, soprattutto quelli delle piattaforme commerciali del Nord Italia.

«I nostri clienti stanno già sostituendo le nostre aziende con fornitori del Nord, perché lì continuano a lavorare. Rischiamo di perdere non soltanto il raccolto, ma anche rapporti commerciali costruiti nel tempo».

L’appello alla Prefettura per tutelare le aziende agricole

Da qui l’appello alla Prefettura di Caserta, affinché venga valutata la situazione delle imprese agricole coinvolte e siano individuate possibili misure di tutela e ristoro economico. «Ci sentiamo abbandonati. Non sappiamo se recupereremo questi soldi. Vorremmo che il nostro problema arrivasse al prefetto e che venissero presi provvedimenti».

Nuzzo ribadisce infine la propria solidarietà agli autotrasportatori, sottolineando però la necessità di salvaguardare anche il lavoro degli agricoltori.

«Rispetto le ragioni dello sciopero, ma chi tutela chi rischia di vedere andare in fumo i sacrifici di un’intera stagione? I diritti di tutti non dovrebbero trasformarsi nella perdita di altri. Dietro ogni prodotto agricolo ci sono persone, famiglie, spese e tanto lavoro. Anche noi meritiamo ascolto e rispetto».

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