Camionista ungherese bloccato: «Non so quando tornerò dalla mia famiglia, ma sostengo la protesta»

MADDALONI. È fermo da ieri sera con il suo camion all’Interporto Sud Europa di Maddaloni, impossibilitato a scaricare la merce e senza sapere quando potrà riprendere il viaggio verso casa. Eppure, nonostante i disagi, ha deciso di schierarsi dalla parte degli autotrasportatori italiani che stanno protestando contro il caro carburante e l’aumento dei costi del settore.

È la storia di András, camionista ungherese, che ha inviato alla nostra redazione un messaggio di solidarietà nei confronti dei colleghi impegnati nella mobilitazione che da giorni interessa il Casertano e diverse altre regioni del Sud Italia.

Una testimonianza che arriva proprio mentre la protesta continua a provocare pesanti ripercussioni sulla circolazione delle merci. Anche questa mattina, martedì 20 ottobre, sono rimasti attivi i presidi nella zona degli interporti di Maddaloni-Marcianise e Nola e nei pressi di diversi caselli autostradali. Le difficoltà negli approvvigionamenti cominciano a essere evidenti anche nei supermercati, soprattutto nei reparti dei prodotti freschi.

«Sono fermo da ieri sera con il mio camion e non so ancora quando potrò scaricare la merce e tornare a casa dalla mia famiglia», racconta András, che tuttavia non nasconde la propria vicinanza alle ragioni della protesta.

«Nonostante le difficoltà che sto vivendo personalmente a causa di questa situazione, comprendo pienamente le ragioni della protesta e sono sinceramente solidale con i miei colleghi italiani. So bene cosa significa trascorrere tante ore sulla strada, lontano dalla famiglia, affrontando costi sempre più elevati, soprattutto per il carburante».

Il camionista ungherese ritiene che i suoi colleghi abbiano il diritto di chiedere alle istituzioni interventi concreti per migliorare le condizioni di lavoro.

«Non provo rabbia nei confronti dei colleghi che stanno lottando per i propri diritti. Al contrario, li comprendo e li sostengo, perché domani potrei essere io a trovarmi nella loro stessa situazione e ad aver bisogno della solidarietà degli altri».

Ma c’è un altro aspetto della vicenda che András ha voluto sottolineare. Durante le ore trascorse nell’area dell’Interporto, alcuni manifestanti italiani si sono preoccupati delle sue condizioni, offrendogli qualcosa da bere e chiedendogli se avesse bisogno di mangiare.

“Grazie ai miei colleghi, mi hanno offerto acqua e caffé”

«Vorrei ringraziarvi di cuore per la vostra umanità. Mi avete offerto acqua e caffè e mi avete chiesto se avessi qualcosa da mangiare, gesti semplici ma per me fondamentali, che mi hanno profondamente colpito».

Un’attenzione che il camionista ha deciso di ricambiare attraverso un messaggio pubblico, accompagnato anche da un post su Facebook, con la richiesta di far arrivare le sue parole agli organizzatori della mobilitazione.

«Massimo rispetto per il vostro coraggio, la vostra determinazione e, soprattutto, per la vostra umanità», conclude András.

La sua testimonianza arriva in una giornata importante per la vertenza degli autotrasportatori, con un incontro previsto a Milano tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i rappresentanti del settore, mentre i presidi continuano a interessare numerosi punti strategici della rete stradale e logistica campana.

Intanto, all’Interporto di Maddaloni, András resta in attesa di poter scaricare la merce e ripartire verso l’Ungheria. Non sa ancora quando riuscirà a riabbracciare la famiglia, ma ha voluto far arrivare ai colleghi italiani un messaggio che va oltre le difficoltà di queste ore: la solidarietà tra camionisti non conosce confini.

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