
Marcianise. La mobilitazione degli studenti degli istituti Novelli e Quercia di Marcianise prosegue, accompagnata dalla volontà di portare all’attenzione pubblica una situazione che, secondo quanto denunciato dai ragazzi, richiede risposte concrete e interventi non più procrastinabili.
Dopo la protesta davanti agli istituti, i giovani si sono riuniti in piazza Umberto I, davanti alla sede del Comune, scegliendo il cuore della città come luogo simbolico per dare maggiore visibilità alle proprie rivendicazioni. Una precisazione, tuttavia, è ritenuta fondamentale dagli stessi manifestanti: la presenza davanti al Municipio non rappresenta un attacco all’amministrazione comunale di Marcianise, né intende attribuire all’ente responsabilità che potrebbero competere ad altre istituzioni.
La scelta della piazza centrale risponde, dunque, a un’esigenza di visibilità e di ascolto. Il loro appello è rivolto alle autorità e agli organismi competenti, affinché vengano affrontate le condizioni di disagio nelle quali, denunciano, sono costretti a trascorrere le giornate scolastiche.
Le segnalazioni riguardano, in particolare, le condizioni strutturali degli edifici, con riferimenti a intonaci deteriorati, balconi ritenuti pericolanti e presenza di muffa, oltre alle carenze nei servizi igienici, dove mancherebbero acqua, sapone e carta igienica. A queste problematiche si aggiunge la questione del riscaldamento, destinata ad assumere un peso ancora maggiore con l’avanzare della stagione autunnale.
La richiesta dei giovani è chiara: poter studiare in ambienti sicuri, salubri e rispettosi delle esigenze fondamentali della comunità scolastica. Non una contrapposizione politica, dunque, ma una sollecitazione affinché ciascun soggetto istituzionale competente si assuma le proprie responsabilità e contribuisca a individuare soluzioni.
La protesta di piazza Umberto I si trasforma così in un appello che supera i confini dei singoli istituti e investe una questione essenziale: il diritto degli studenti a vivere la scuola non come luogo di sacrificio e precarietà, bensì come spazio di formazione, crescita e dignità. Ora, alle denunce dei ragazzi, dovranno seguire verifiche puntuali e risposte concrete.

