Studentessa denuncia molestie a scuola: cacciato un collaboratore

SPARANISE, Divieto di avvicinamento alla studentessa, divieto di ingresso nel comune e interdizione dall’istituto scolastico. Sono le misure disposte nei confronti di un collaboratore scolastico di 47 anni, residente a Teano, indagato per stalking e violenza sessuale ai danni di una diciottenne con un lieve deficit cognitivo.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Mauro Bottone. Gli episodi contestati sarebbero avvenuti nell’istituto Ugo Foscolo di Sparanise, tra aprile 2026 e la conclusione dell’anno scolastico.

Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo avrebbe sfruttato la propria presenza sul piano frequentato dalla ragazza e la postazione per la distribuzione della carta igienica per avvicinarla. In queste circostanze si sarebbero verificati ripetuti palpeggiamenti al seno e alle parti intime, dai quali la studentessa avrebbe cercato di sottrarsi.

Le contestazioni comprendono anche inseguimenti nei servizi igienici, gesti volgari e frasi a sfondo sessuale. In un’occasione il collaboratore avrebbe tentato di entrare nel bagno occupato dalla diciottenne, che sarebbe riuscita a impedirgli l’accesso bloccando la porta.

L’indagato avrebbe inoltre cercato di ottenere il numero telefonico della giovane attraverso una compagna di classe e le avrebbe chiesto fotografie intime, ricevendo un rifiuto.

Un ulteriore episodio sarebbe avvenuto nell’ultima giornata di scuola: approfittando del momentaneo allontanamento delle compagne, il quarantasettenne avrebbe nuovamente palpeggiato la ragazza mentre era seduta.

Le presunte condotte avrebbero provocato nella studentessa paura, crisi di pianto e ripetute assenze dalle lezioni. La giovane, assistita dagli avvocati Andrea Di Dario e Maria Celeste Cafaro, ha confermato il proprio racconto durante l’incidente probatorio.

Il sostituto procuratore Marco Tribunale aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il giudice ha invece disposto le misure di allontanamento e interdizione nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Ciro Balbo.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini e le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nel contraddittorio tra le parti. Le misure adottate hanno natura cautelare e non costituiscono una condanna né un accertamento definitivo delle accuse formulate dalla Procura.

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