Trentola Ducenta/Lusciano. È stato assolto Armando Casanova, originario di Trentola-Ducenta, imputato per un episodio avvenuto a Lusciano nel settembre del 2017. La decisione è stata pronunciata ieri dal giudice monocratico del Tribunale, la dottoressa Accardo. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione.
Al centro del procedimento c’era una vicenda legata a un parcheggio e alle presunte minacce rivolte a M. R., residente a Lusciano. Secondo l’accusa riportata negli atti, Casanova, difeso dall’avvocato Pasquale Delisati, avrebbe intimato all’uomo di spostare la propria automobile, pronunciando frasi minacciose: «Qua comando io, lo sai, togli la macchina da qui o te la incendio. Se la togli ora da dove ci sono le telecamere, te la incendio subito».
La contestazione sosteneva che quelle parole avessero impedito a M.R. di parcheggiare regolarmente, costringendolo a tollerare la situazione. I fatti sarebbero avvenuti il 2 settembre 2017 a Lusciano. L’imputazione faceva riferimento alla violenza privata, prevista dall’articolo 610 del codice penale, con l’aggravante della recidiva reiterata specifica infraquinquennale.
Nel corso del processo sono stati esaminati gli elementi relativi all’episodio e le posizioni delle parti. Al termine del dibattimento, il giudice ha assolto Casanova. La decisione è arrivata dopo la richiesta del pubblico ministero, che aveva sollecitato una pena di due anni.
L’assoluzione chiude, almeno in primo grado, una vicenda giudiziaria nata da un contrasto per la sosta di un veicolo e dalle frasi che, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbero state pronunciate durante la discussione.