Maxi processo ai signori del narcotraffico, teste ricostruisce i 2 gruppi: dalle piccole cessioni ai grandi quantitativi

VALLE DI SUESSOLA. Due presunti gruppi dediti al traffico di sostanze stupefacenti, una rete di collegamenti tra il Casertano e l’area nord di Napoli, perquisizioni, sequestri e una consistente mole di intercettazioni telefoniche e ambientali. È il quadro investigativo illustrato questa mattina, 14 ottobre, davanti alla Prima Sezione, Collegio A, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove è entrato nel vivo il processo scaturito dalla vasta inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sullo spaccio nella Valle di Suessola.

A deporre è stato uno degli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta, primo testimone indicato dalla Procura. Il militare ha ricostruito le origini dell’indagine, le attività svolte dagli investigatori e gli elementi che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero consentito di individuare due distinti gruppi operativi, riconducibili rispettivamente alla famiglia De Matteo di Santa Maria a Vico e ai Gagliardi-Villanova di San Felice a Cancello.

La testimonianza del carabiniere e le origini dell’inchiesta

Nel corso della deposizione, l’investigatore ha spiegato come l’attività dei carabinieri, inizialmente sviluppata su un territorio particolarmente ampio della provincia di Caserta, abbia progressivamente interessato anche la Valle di Suessola.

Proprio tra Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello sarebbero emersi, secondo la ricostruzione investigativa, elementi relativi a un’attività di distribuzione di sostanze stupefacenti riconducibile a due differenti strutture.

Il testimone ha illustrato le modalità operative attribuite ai presunti gruppi, soffermandosi sui soggetti individuati durante le indagini, sui rapporti intercorsi tra loro e sui ruoli che la Procura ritiene di poter attribuire ai partecipanti.

Una prima ricostruzione generale che ha consentito al Collegio di entrare nel merito dell’impianto accusatorio, fondato su numerosi accertamenti investigativi.

Il gruppo De Matteo e quello dei Gagliardi-Villanova

Secondo l’ipotesi della DDA, uno dei due gruppi avrebbe avuto come riferimento la famiglia De Matteo di Santa Maria a Vico. Tra le figure indicate dagli investigatori compare Giovanni De Matteo, conosciuto come “’o Sette”, insieme ai familiari Giulio, Salvatore e Paola De Matteo.

L’altro nucleo sarebbe stato invece riconducibile all’ambiente dei Gagliardi-Villanova di San Felice a Cancello, con particolare riferimento a Luca e Francesco Gagliardi e ai fratelli Giuseppe e Luca Villanova.

Nella deposizione odierna, il carabiniere ha affrontato anche il tema dell’organizzazione interna dei presunti sodalizi, descrivendo i ruoli attribuiti dall’accusa ai singoli partecipanti e ai soggetti ritenuti promotori delle attività contestate.

Si tratta di una ricostruzione che dovrà essere ulteriormente approfondita nelle prossime udienze e sottoposta al contraddittorio con le difese.

Perquisizioni, sequestri e canali di approvvigionamento

Un altro passaggio della testimonianza ha riguardato i riscontri raccolti dai carabinieri nel corso dell’attività investigativa.

Il militare ha richiamato le perquisizioni effettuate e i sequestri di sostanze stupefacenti, facendo riferimento a hashish, marijuana e cocaina.

L’attenzione si è concentrata anche sui presunti canali di approvvigionamento della droga, che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero interessato non soltanto la Valle di Suessola, ma anche Acerra e diversi territori del Napoletano.

Gli investigatori avrebbero così ricostruito una rete di contatti attraverso la quale le sostanze sarebbero arrivate nelle zone di distribuzione.

Nell’inchiesta compaiono anche altri soggetti, tra cui Carmine Passariello, detto “Nino”, e Carmine Gammella, le cui posizioni rientrano nel più ampio quadro accusatorio sottoposto all’esame del Tribunale.

Intercettazioni, i periti chiedono altro tempo

Nel corso dell’udienza è stata affrontata anche la questione relativa alle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche e ambientali acquisite durante le indagini.

I periti incaricati dal Tribunale non hanno ancora completato il lavoro e hanno chiesto una proroga dei termini, considerata la notevole quantità di materiale da esaminare.

Già nella precedente udienza era stato concesso un termine di 90 giorni per il deposito degli elaborati peritali, ma la complessità e il volume delle registrazioni hanno richiesto ulteriore tempo.

Le conversazioni intercettate rappresentano uno degli elementi sui quali si fonda l’impostazione della Procura. Il loro contenuto sarà oggetto di valutazione nel corso del dibattimento, insieme agli altri riscontri acquisiti dagli investigatori.

Il 2 dicembre nuova udienza: si approfondisce il gruppo De Matteo

La prossima udienza è stata fissata per il 2 dicembre, quando proseguirà l’esame del carabiniere del Comando Provinciale di Caserta.

In quella occasione, la deposizione si concentrerà in particolare sul gruppo De Matteo. Saranno approfondite le modalità attraverso le quali gli investigatori sono giunti all’identificazione dei singoli soggetti e i riscontri che, secondo la DDA, sostengono la contestazione dell’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Successivamente l’attenzione si sposterà sul presunto gruppo Gagliardi-Villanova, con l’esame delle posizioni individuali e degli elementi raccolti durante le indagini.

Una volta completato l’esame da parte della Procura, sarà la volta del controesame dei difensori, che potranno rivolgere le proprie domande al testimone e contestare le ricostruzioni prospettate dall’accusa.

Il processo proseguirà poi con l’audizione degli altri testimoni indicati dalle parti.

Un processo con 35 imputati

Il procedimento coinvolge complessivamente 35 imputati e riguarda le contestazioni di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e numerosi episodi di presunta cessione di droga.

L’inchiesta costituisce uno dei principali filoni investigativi sviluppati negli ultimi anni sul fenomeno dello spaccio nella Valle di Suessola e procede separatamente rispetto alla vicenda giudiziaria che aveva interessato il gruppo riconducibile a Filippo Piscitelli.

Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Mauro Iodice, Davide Pascarella, Orlando Sgambati, Carlo Perrotta, Clemente Crisci, Daniele Delle Femine, Danilo Di Cecco, Vittorio Fucci, Rosa Piscitelli, Salvatore Di Mezza e Igino Nuzzo.

La deposizione odierna ha rappresentato il primo passaggio dell’istruttoria dibattimentale, destinata a proseguire con l’esame dettagliato delle attività investigative e delle posizioni dei singoli imputati.

 

Le differenze tra i due gruppi:

piccoli quantitativi per i De Matteo, disponibilità maggiori per i Gagliardi-Villanova

Uno degli aspetti più significativi emersi durante la deposizione del carabiniere riguarda le differenze tra le due presunte organizzazioni, soprattutto sotto il profilo delle quantità di droga trattate, del volume d’affari e delle disponibilità economiche.

Per quanto riguarda il gruppo De Matteo di Santa Maria a Vico, l’investigatore ha descritto una realtà dalle dimensioni relativamente contenute. Secondo quanto riferito in aula, i riscontri investigativi avrebbero evidenziato cessioni di piccoli quantitativi di sostanze stupefacenti, senza la disponibilità di scorte particolarmente consistenti e senza una vera e propria base logistica. L’attività avrebbe avuto una dimensione prevalentemente familiare, con un giro d’affari che il testimone ha quantificato indicativamente in non più di mille euro mensili, caratterizzato da singole cessioni di modesto valore economico.

Diverso, invece, il quadro delineato per il presunto gruppo Gagliardi-Villanova di San Felice a Cancello. In questo caso, il militare ha fatto riferimento a un volume d’affari decisamente superiore, a una maggiore disponibilità di sostanze stupefacenti e a quantitativi sequestrati sensibilmente più elevati rispetto a quelli riconducibili al primo gruppo.

Particolarmente significativo, secondo la ricostruzione illustrata dall’investigatore, sarebbe stato il comportamento tenuto dopo alcuni sequestri. Il gruppo, infatti, sarebbe stato in grado di attivarsi già dal giorno successivo per procurarsi nuove forniture di droga, ricorrendo anche a canali alternativi di approvvigionamento.

Una circostanza che il testimone ha interpretato come indicativa di una maggiore capacità organizzativa e di disponibilità economiche tali da consentire il rapido reintegro delle sostanze sequestrate. Proprio questi elementi, secondo la valutazione investigativa esposta in aula, delineerebbero un profilo di maggiore pericolosità del presunto gruppo Gagliardi-Villanova rispetto a quello dei De Matteo.

Si tratta di differenze che potrebbero assumere rilievo nel corso dell’istruttoria dibattimentale, soprattutto nella valutazione delle singole posizioni e della consistenza delle strutture associative ipotizzate dalla Procura. Restano, in ogni caso, valutazioni e ricostruzioni dell’accusa che dovranno essere vagliate dal Tribunale nel contraddittorio con le difese.

 

 

I NOMI DEGLI IMPUTATI

• Giovanni De Matteo, 53 anni, alias “’o Sette”, Santa Maria a Vico
• Giulio De Matteo, 34 anni, alias “Sette”, Santa Maria a Vico
• Paola De Matteo, 31 anni, Santa Maria a Vico
• Salvatore De Matteo, 29 anni, Santa Maria a Vico
• Filippo De Matteo, 33 anni, Sant’Agata de’ Goti
• Giuseppe Ferrara, 44 anni, San Felice a Cancello
• Marco Fiore, 57 anni, Casavatore
• Luigi Cerrone, 27 anni, Santa Maria a Vico
• Biagio Salvatore Coda, 33 anni, Santa Maria a Vico
• Luigi De Lucia, 65 anni, Casavatore
• Giuseppe De Maria, 28 anni, Acerra
• Andrea Lago, 31 anni, Casavatore
• Davide Migliore, 33 anni, alias “’o Stagnaro”
• Michela Piscitelli, 35 anni, Santa Maria a Vico
• Biagio Piscopo, 58 anni, Afragola
• Maria Raniero, 50 anni, Santa Maria a Vico
• Mirko Salvati, 34 anni, Tortoreto
• Nicola Semplice, 34 anni, detto “Benzemà”
• Luca Gagliardi, 51 anni, San Felice a Cancello
• Angela Affinita, 44 anni, San Felice a Cancello
• Antonio Affinita, 33 anni, detto “’o Veronese”
• Domenico Biondillo, 59 anni, Santa Maria a Vico
• Pasquale Castaldo, 29 anni, San Felice a Cancello
• Raffaele Conte, 55 anni, Marano di Napoli
• Valerio De Lucia, 32 anni, San Felice a Cancello
• Francesco Gagliardi, 57 anni, San Felice a Cancello
• Pasqualina Gagliardi, 58 anni, Santa Maria a Vico
• Carmine Gammella, 61 anni, San Felice a Cancello
• Giovanna Iossa, 47 anni, San Felice a Cancello
• Assunta Liparulo, 36 anni, San Felice a Cancello
• Carmine Passariello, detto “Nino”, 44 anni, San Felice a Cancello
• Alessandro Vigliotti, 47 anni, Acerra
• Giuseppe Villanova, 48 anni, San Felice a Cancello
• Luca Villanova, 48 anni, San Felice a Cancello
• Mauro Mugnolo, 49 anni, Acerra

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