NAZIONALE – Aprendo il cedolino di dicembre, qualche pensionato troverà una somma in più. È il cosiddetto bonus Natale, un importo aggiuntivo fino a 154,94 euro previsto dall’articolo 70 della legge 388 del 2000: non è una novità, ma ogni anno spetta ai titolari di pensioni basse che rispettano precisi limiti di reddito. L’INPS ha già aggiornato le soglie per il 2026 e lo accredita d’ufficio con la rata di dicembre.
Il riferimento è il trattamento minimo annuo, fissato per il 2026 a 7.954,05 euro. Chi percepisce una o più pensioni per un totale non superiore a questa cifra riceve l’intero importo, purché rispetti anche i limiti di reddito. C’è poi una fascia intermedia: se le pensioni sommano tra 7.954,05 e 8.108,99 euro, il bonus si riduce e corrisponde alla differenza per arrivare a 8.108,99. Chi ha 8.050 euro annui, per esempio, ottiene 58,99 euro.
La pensione da sola non basta. Il reddito personale assoggettabile all’Irpef non deve superare 11.931,08 euro l’anno, pari a una volta e mezza il trattamento minimo. Per i pensionati coniugati il reddito complessivo della coppia non deve superare 23.862,15 euro, fermo restando il limite personale.
Non va confuso con la quattordicesima, che riguarda chi ha almeno 64 anni e requisiti reddituali e contributivi diversi. Il bonus di dicembre non prevede un requisito di età e dipende soprattutto dall’importo della pensione e dal reddito. Restano escluse alcune prestazioni assistenziali, tra cui assegno sociale, pensione sociale e trattamenti per invalidi civili, oltre ad altre categorie indicate dall’INPS.
Non bisogna presentare alcuna domanda: chi rientra nei requisiti lo riceve in automatico. Il riconoscimento è però provvisorio e può essere seguito da controlli sui redditi. Proprio nel 2026 l’INPS ha avviato il recupero dei bonus da 154,94 euro versati negli anni precedenti a pensionati risultati, dopo le verifiche, privi dei requisiti, con trattenute distribuite su 12 rate mensili.