Orta di Atella. Michele De Rosa, datore di lavoro di Salvatore Calignano, ha risposto alle domande del giudice nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Mariangela Guida del Tribunale di Napoli Nord. Il 37enne è stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. È assistito dall’avvocato Ferdinando Letizia.
Calignano, operaio di 61 anni residente a Orta di Atella, era stato trovato gravemente ferito in una strada isolata di Caivano. Trasportato in ospedale, è morto il giorno successivo. Secondo quanto dichiarato da De Rosa, l’uomo era regolarmente assunto e non gli sarebbe mai stato chiesto di fornire versioni non veritiere. «Non gli ho mai chiesto di mentire», ha sostenuto.
Il datore di lavoro ha inoltre affermato che il cantiere in cui si sarebbe verificato l’infortunio non era il suo. Ha spiegato di trovarsi nello stesso complesso, ma in un’altra area di lavoro, e ha negato di aver mandato o autorizzato Calignano a salire sul tetto. «Ci è salito per volontà sua o di altri che lo hanno indirizzato verso quell’attività», ha dichiarato davanti al giudice. De Rosa ha aggiunto di non aver mai mandato nessuno a lavorare senza adeguate garanzie.
Durante l’interrogatorio è stata depositata documentazione relativa ai contratti, alla formazione dei dipendenti e alla regolarità contributiva.
Le indagini dei carabinieri di Caivano si sono avvalse anche delle immagini delle telecamere di sorveglianza. Secondo gli accertamenti, i filmati mostrerebbero l’assenza di protezioni e cautele per i lavori in quota. Le registrazioni delle chiamate al 118 e i dati gps dell’ambulanza avrebbero inoltre permesso di verificare che il luogo in cui Calignano fu soccorso coincideva con quello della caduta.
Per l’ipotesi di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza, in cooperazione colposa, risultano indagati anche il committente dei lavori e il proprietario del capannone.