Regionale. Ancora violenza all’interno di un presidio sanitario napoletano. La notte appena trascorsa, il Pronto Soccorso dell’ospedale Antonio Cardarelli a Napoli è stato teatro di momenti di forte tensione, culminati nell’aggressione a una guardia giurata e a un infermiere in servizio. Secondo le prime ricostruzioni, tutto sarebbe iniziato con l’arrivo in ospedale di un ragazzo di 17 anni, rimasto ferito in un incidente stradale. La presenza dei familiari e il progressivo aumento della tensione avrebbero fatto degenerare la situazione, trasformando i locali dell’emergenza in uno scenario di caos.
Nel tentativo di riportare la calma e contenere gli animi, la guardia giurata e l’infermiere sarebbero intervenuti per mediare con i presenti. L’intervento, tuttavia, si sarebbe trasformato in un’aggressione fisica ai danni dei due operatori. Il bilancio dell’episodio è pesante. La guardia giurata avrebbe riportato traumi e lesioni a un braccio e a una gamba. Più delicata la situazione dell’infermiere, che avrebbe subito un grave trauma testicolare in seguito ai colpi ricevuti. Entrambi sono stati soccorsi e accompagnati alle cure mediche, rimanendo sotto osservazione. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare formalmente i responsabili dell’aggressione.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il problema della sicurezza all’interno dei pronto soccorso, dove medici, infermieri e personale addetto alla vigilanza si trovano sempre più spesso a gestire situazioni di forte tensione, con il rischio di subire violenze durante lo svolgimento del proprio lavoro. Con questa nuova aggressione, il conteggio relativo all’Asl Napoli 1 raggiungerebbe quota 20 episodi dall’inizio del 2026. Sommando i casi registrati tra Asl Napoli 1 e Asl Napoli 2, il totale salirebbe invece a 33 aggressioni.
A diffondere la notizia sui social è stata l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, da tempo impegnata nel denunciare le violenze ai danni degli operatori sanitari e nel richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di garantire maggiore sicurezza nei luoghi di cura. L’ennesimo episodio riaccende così il dibattito sulla tutela di chi lavora in prima linea nell’emergenza. Il personale sanitario e gli addetti alla vigilanza devono poter svolgere il proprio servizio senza essere esposti al rischio di aggressioni, soprattutto in luoghi come i pronto soccorso, dove la tempestività degli interventi e la sicurezza di tutti dovrebbero essere priorità assolute.