Casapesenna. La Procura Generale della Corte d’Appello di Napoli ha chiesto dieci anni di reclusione per Vincenzo Inquieto, l’uomo che ospitò Michele Zagaria nella propria abitazione di via Mascagni, a Casapesenna. Per gli inquirenti, Inquieto non avrebbe avuto soltanto il compito di occuparsi delle necessità quotidiane del boss dei Casalesi, ma avrebbe svolto anche altre funzioni al servizio del clan.
La richiesta è stata formulata davanti alla terza sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta da Mario Roberto Gaudio. Nel corso della requisitoria, il procuratore generale ha sostenuto che il ruolo di Inquieto durante la latitanza di Zagaria sarebbe andato oltre quello di vivandiere. Secondo l’accusa, avrebbe mantenuto contatti e curato rapporti per conto del capoclan, ottenendo inoltre, attraverso l’intercessione del gruppo criminale, appalti e commesse nell’agro aversano.
Nel procedimento è stata disposta la rinuncia all’esame del collaboratore di giustizia Luigi Cassandra. La vicenda giudiziaria riguarda l’accusa di partecipazione al clan: nel 2020 Inquieto era stato assolto in primo grado. Contro quella decisione la Direzione distrettuale antimafia ha presentato appello. La richiesta della Procura Generale dovrà ora essere valutata dai giudici, chiamati a pronunciarsi sulla posizione dell’imputato.
La figura di Inquieto è legata anche alla cattura di Zagaria. Il 7 dicembre 2011, nella sua abitazione di Casapesenna, la Squadra mobile della Questura di Caserta arrestò il boss, ponendo fine a una latitanza durata oltre sedici anni. Zagaria, soprannominato “Capastorta”, era uno dei capi storici del clan dei Casalesi.
Per aver ospitato il boss, Inquieto ha già scontato una condanna per favoreggiamento aggravato. Il processo d’appello proseguirà a dicembre, quando è prevista la discussione della difesa. A rappresentare Inquieto è l’avvocato Pasquale Davide De Marco.