Si cercano 80 insegnanti per le scuole dell’infanzia: posto fisso, domande entro il 4 novembre

NAZIONALE – Roma Capitale ha bandito un concorso pubblico per assumere 80 insegnanti da inserire nelle scuole dell’infanzia comunali, con contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno. Il profilo è quello di Funzionario Insegnante Scuola dell’Infanzia, inquadrato nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione del comparto Funzioni Locali. Non serve alcuna esperienza precedente.

Chi vince lavorerà con bambini dai 3 ai 6 anni, guidando la propria sezione: dalla programmazione educativa e didattica ai momenti di routine come accoglienza, pasto e riposo, fino all’osservazione dei percorsi di crescita, ai progetti inclusivi per bambini con disabilità e al rapporto con le famiglie.

Per partecipare, oltre ai requisiti generali dei concorsi pubblici (cittadinanza italiana o UE, maggiore età, idoneità psico-fisica, assenza di condanne che impediscano di lavorare a contatto con minori), serve un titolo abilitante: la laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria, oppure il vecchio diploma di laurea con indirizzo scuola dell’infanzia. Sono validi anche alcuni titoli non universitari, purché conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002: il diploma di scuola magistrale, quello di Tecnico dei Servizi Sociali o di Assistente di Comunità Infantili, il diploma di istituto magistrale con valore abilitante e quello di Liceo Socio-Psico-Pedagogico. Chi ha preso il titolo all’estero può partecipare con riserva, in attesa del riconoscimento.

Sul fronte dello stipendio, lo stipendio tabellare iniziale è di 25.114,11 euro lordi l’anno su dodici mensilità, a cui si aggiunge la tredicesima, più 36,33 euro al mese di quota residua dell’indennità di comparto e le altre indennità previste dal contratto. Il riferimento è il CCNL Funzioni Locali 2022-2024.

Buone notizie sul fronte delle prove: il bando non prevede la preselezione. Si parte direttamente dalla prova scritta al computer, della durata di 60 minuti, con 40 domande a risposta multipla. Ogni risposta esatta vale 0,75 punti, quella sbagliata toglie 0,15 e quella lasciata in bianco non pesa. Per passare servono almeno 21 punti su 30. Le materie spaziano dalla pedagogia e psicologia dello sviluppo alla didattica dell’infanzia, dalla normativa sul sistema integrato 0-6 e sull’inclusione all’ordinamento di Roma Capitale e degli enti locali, fino a sicurezza sul lavoro e tutela dei minori.

Chi supera lo scritto accede all’orale, un colloquio interdisciplinare sulle stesse materie in cui si accertano anche inglese e uso delle principali applicazioni informatiche. Anche qui si passa con 21 su 30. A quel punto la commissione valuta i titoli, fino a 30 punti: fino a 10 per i titoli di cultura (8 punti per la laurea in Scienze della Formazione Primaria, 4 per il diploma abilitante, più eventuali altre lauree, master e dottorati) e fino a 20 per il servizio svolto come insegnante di scuola dell’infanzia (2 punti l’anno) o educatore di asilo nido (1 punto l’anno), contando fino a dieci anni maturati tra il 2010 e il 2025. La graduatoria finale è in novantesimi.

Attenzione alle riserve: il 30% dei posti è destinato ai volontari delle Forze Armate congedati senza demerito e agli ufficiali di complemento, il 15% a chi ha completato il servizio civile. Vanno dichiarate nella domanda, altrimenti si perde il beneficio.

I vincitori verranno chiamati via PEC per la firma del contratto e dovranno restare in servizio a Roma Capitale per almeno cinque anni. La graduatoria resta valida tre anni e può essere usata per far scorrere gli idonei, nel limite del 20% dei posti messi a concorso.

La domanda va inviata esclusivamente online, tramite il portale inPA, entro mercoledì 4 novembre 2026.

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