Estorsione e usura, stangata per coppia: per lui la pena è definitiva

Bellona. Usura ed estorsione, condanne confermate in Appello: una pena è definitiva.

La Corte d’Appello di Napoli, terza sezione, ha confermato la condanna inflitta in primo grado a Gianluca Mario D’Agostino, imputato in un procedimento nato da un’indagine su una serie di presunti prestiti di denaro a tassi usurari. La sentenza è stata pronunciata ieri. Per D’Agostino è stata stabilita una pena di due anni e nove mesi di reclusione.

La stessa condanna era stata inflitta a Colombo Modesto, sua compagna e residente con lui a Bellona. Modesto non ha presentato appello: la sua posizione è quindi diventata definitiva e ha beneficiato della riduzione di un sesto della pena prevista per chi rinuncia a impugnare una sentenza emessa con rito abbreviato.

L’inchiesta aveva ricostruito presunti prestiti concessi a persone in difficoltà economica, con interessi ritenuti usurari. Secondo l’accusa, una delle vittime sarebbe stata costretta a restituire circa 100mila euro a fronte di un prestito iniziale di circa 20mila.

Nel processo sono coinvolti anche Raffaella Vigliucci e Angela Desiree Modesto, rispettivamente madre e sorella di D’Agostino, per le quali è stato disposto il rinvio a giudizio. La prima udienza è fissata per il 19 novembre.

La ricostruzione investigativa, coordinata dal pubblico ministero Gionata Fiore, ipotizza che il gruppo, composto da tre donne e un uomo, avrebbe agito per anni approfittando delle fragilità economiche delle persone coinvolte. Alcuni episodi contestati riguarderebbero anche presunte minacce e condotte persecutorie. Una delle vittime aveva presentato denuncia per stalking nel febbraio dello scorso anno. Gli atti, inoltre, riportano contestazioni di estorsione nei confronti della donna e della madre, oltre a presunte persecuzioni ai danni della figlia di un’altra persona coinvolta.

 

 

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