MARCIANISE. Quanto vale un’ora di lavoro? A Marcianise l’amministrazione comunale prova a mettere una risposta concreta dentro gli appalti pubblici: 9 euro lordi l’ora come soglia per ottenere un punteggio premiale nelle gare, quando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e l’oggetto dell’appalto lo consentono.
La Giunta guidata dalla sindaca Maria Luigia Iodice ha approvato la proposta dell’assessora alle Politiche del Lavoro e Sociali, Filomena Taddia. La scelta riguarda le imprese che, nell’esecuzione degli appalti, si impegnano a riconoscere ai lavoratori una retribuzione tabellare non inferiore alla soglia indicata.
La misura parte da un principio richiamato dall’amministrazione: dietro un appalto non ci sono soltanto numeri, offerte e ribassi, ma persone che ogni giorno svolgono un’attività lavorativa.
Il riconoscimento economico del lavoro diventa quindi uno degli elementi che il Comune intende valorizzare nella valutazione delle offerte. Non si tratta di un requisito obbligatorio per partecipare alle gare, ma di un criterio premiale destinato a favorire, nelle procedure interessate, le imprese che assumono questo impegno.
La disposizione riguarda anche i lavoratori degli eventuali subappaltatori.
Il tema tocca direttamente una delle questioni più sentite nel mondo del lavoro: «il rapporto tra attività svolta e compenso ricevuto».
Una retribuzione adeguata significa infatti riconoscere il tempo, le competenze e la responsabilità di chi presta la propria opera. Nel caso degli appalti pubblici, la scelta assume anche una dimensione particolare perché riguarda servizi e attività finanziati attraverso risorse pubbliche.
L’obiettivo indicato dall’amministrazione è quello di collegare la qualità del servizio anche alle condizioni di chi quel servizio lo realizza, nel rispetto dei contratti collettivi nazionali e delle norme che regolano gli appalti.
«Abbiamo voluto dare un indirizzo concreto – dichiara l’assessora Filomena Taddia – perché dietro ogni appalto ci sono lavoratori, famiglie e persone».
La proposta punta quindi a inserire anche la dimensione sociale tra gli elementi considerati nelle gare interessate dal provvedimento.
«Il Comune non deve limitarsi a scegliere l’offerta economicamente più conveniente, ma può e deve valorizzare anche chi garantisce condizioni di lavoro più dignitose», aggiunge Taddia.
La soglia dei 9 euro lordi all’ora si inserisce in un dibattito più ampio sulla retribuzione minima negli appalti pubblici. Nel gennaio 2026 anche la Regione Campania ha approvato un disegno di legge che prevede un meccanismo premiale per gli operatori economici che garantiscono una retribuzione minima oraria tabellare non inferiore a 9 euro lordi.
Per l’amministrazione comunale di Marcianise si tratta di un primo passo per valorizzare qualità del lavoro e responsabilità sociale delle imprese.
«È un primo passo – conclude Taddia – ma è una scelta politica precisa: quando il Comune spende risorse pubbliche, deve farlo guardando non solo al servizio che acquista, ma anche alle condizioni di chi quel servizio lo realizza».
Il provvedimento non modifica i requisiti generali di accesso alle gare: introduce invece un elemento aggiuntivo nella valutazione delle offerte, quando previsto dalle condizioni dell’appalto.
Il tema resta quello di fondo: il lavoro ha un valore e il riconoscimento economico di quel lavoro diventa parte della qualità che un’amministrazione può scegliere di premiare negli appalti pubblici.
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