Coniugi investiti e uccisi da furgone, autista se la cava

Cellole. Un anno e quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, la non menzione nel casellario giudiziario e la sospensione della patente per la stessa durata. È la condanna decisa dal gup Daniela Vecchiarelli del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Emilio Di Pietro, 51 anni, residente a Piedimonte Massicano. L’uomo era imputato per il duplice omicidio stradale aggravato di Pasquale Balzano, 85 anni, e della moglie Rita Sciudone, 80 anni. La sentenza è stata pronunciata al termine del rito abbreviato.

L’incidente avvenne il 28 dicembre 2023. Di Pietro era alla guida di un furgone Renault quando investì i coniugi, che stavano rientrando nella loro abitazione a Cellole. Secondo la ricostruzione della Procura, i due avevano appena svoltato e attendevano che si aprisse il cancello automatico. Rita era scesa dall’auto e si trovava vicino all’ingresso, mentre Pasquale era ancora al volante della Fiat Panda.

L’impatto fu violentissimo. La donna venne sbalzata nel canale che costeggiava la casa; il marito rimase incastrato tra le lamiere dell’auto. Rita morì poche ore dopo il ricovero all’ospedale di Sessa Aurunca. Pasquale, sottoposto a un delicato intervento chirurgico, si spense il 30 dicembre nel reparto di terapia intensiva del San Rocco. Le gravi lesioni riportate all’addome, allo sterno e a un braccio non gli lasciarono scampo.

Dagli accertamenti risultarono tracce di frenata per circa dodici metri. Dopo l’incidente, Di Pietro riferì alla Polizia municipale di essersi distratto alla vista di un cane e di aver urtato la vettura nel tentativo di evitarlo. Il 51enne era assistito dall’avvocato Mario Palmirani.

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