CASTEL VOLTURNO. Dieci nomi e una serie di ruoli che, secondo la ricostruzione della Procura di Napoli, avrebbero consentito di organizzare il trasferimento e lo sversamento di rifiuti speciali non pericolosi sui terreni agricoli del Casertano. Dopo la notizia della blitz di ieri ecco persone coinvolte nell’inchiesta condotta dai carabinieri del Noe.
Gli indagati sono Giulio Natale, 43 anni; Giovanni Natale, 77; Ernesto Natale, 50; Maria Claudia Natale, 36; Giuseppe Pratillo, 72; Francesco Ciccarelli, 45; Salvatore Reccia, 56; Nicola Reccia, 52; Giovanni Bovenzo, 66; e Umberto Di Girolamo, 39 anni.
Per tutti viene ipotizzata l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti. A nove indagati, ad eccezione di Bovenzo, viene contestata anche l’associazione per delinquere finalizzata al presunto traffico.
Al centro degli accertamenti figura la Nef srl, società titolare dell’ecofrantoio del gruppo Natale situato lungo la provinciale 333 a Castel Volturno. Secondo l’ipotesi accusatoria, dall’impianto sarebbero transitati fanghi provenienti dalle industrie conserviere, terre e rocce da scavo che, dopo essere stati miscelati, sarebbero finiti sui terreni senza i trattamenti previsti.
La Procura indica Giovanni ed Ernesto Natale come presunti promotori dell’organizzazione. Il primo, amministratore unico della società, avrebbe seguito gli aspetti economici e finanziari; il secondo, considerato gestore di fatto, avrebbe coordinato operai, autisti e sversamenti.
Francesco Ciccarelli, dipendente e ragioniere, avrebbe curato la movimentazione e la documentazione dei materiali, mentre Maria Claudia Natale, socia al 50%, si sarebbe occupata di formulari e registri. Giulio Natale, responsabile tecnico ed ex vicesindaco di Castel Volturno, avrebbe partecipato alla gestione indicando anche agli operai come utilizzare un’area vicina all’impianto.
A Giuseppe Pratillo viene attribuito il compito di individuare i terreni e seguire trasporto e movimentazione del materiale. Umberto Di Girolamo avrebbe invece provveduto alla miscelazione e al caricamento sui camion. Salvatore e Nicola Reccia, infine, avrebbero messo a disposizione alcuni fondi agricoli a Cancello ed Arnone.
Le richieste cautelari dovranno ora essere valutate dal gip dopo gli interrogatori preventivi. Nessuna misura è stata ancora disposta e tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.