MARCIANISE. È trascorso un anno dall’acquisizione della Jabil di Marcianise da parte di TMA Group TME e un gruppo di lavoratori e lavoratrici dello stabilimento ha deciso di tracciare un primo bilancio attraverso una lettera aperta.
Un anno definito complesso, segnato non soltanto dalla fase di transizione industriale ma anche dalle polemiche che hanno accompagnato il nuovo progetto. I firmatari raccontano di aver vissuto «forti momenti di stanchezza emotiva», tra accuse, tensioni e un clima non sempre sereno. Nonostante questo, spiegano, hanno continuato a credere nel percorso avviato con la nuova proprietà.
A dodici mesi di distanza, i lavoratori sottolineano innanzitutto come lo stabilimento sia ancora operativo. Pur con il ricorso agli ammortizzatori sociali, sostengono che nessun dipendente sia stato lasciato indietro. Nel frattempo sarebbero arrivati nuovi clienti, mentre altri sarebbero stati confermati con un incremento dei volumi produttivi. Avviati anche corsi di aggiornamento e perfezionamento professionale.
Nella lettera viene dato particolare rilievo agli accordi raggiunti tra azienda e rappresentanze sindacali. Tra questi figura il premio di risultato che, secondo quanto riportato dai lavoratori, dovrebbe produrre benefici economici dal prossimo marzo.
C’è poi l’accordo di solidarietà 2026-2027, finalizzato a garantire continuità lavorativa al personale con una percentuale di presenza indicata come migliorativa rispetto alle previsioni normative. Previsto inoltre un bonus mensile di 150 euro in ticket spesa, da settembre 2026 ad agosto 2027, per ciascun lavoratore in forza nel sito di Marcianise.
Siglato anche un accordo interno tra RSU e azienda per la monetizzazione dello straordinario.
«Siamo coscienti che c’è ancora tanto da fare e che il percorso è ancora tutto in salita», scrivono i dipendenti, evidenziando però un dato che considerano centrale: «Dopo un anno i cancelli della TMA di Marcianise sono ancora aperti».