Torna la tassa invisibile che colpisce stipendi e pensioni e si mangia gli aumenti

NAZIONALE – Immagina di ricevere un aumento in busta paga e scoprire che una parte se la prende il Fisco, senza che nessuno abbia alzato le tasse. È quello che può succedere con il fiscal drag, o drenaggio fiscale: un meccanismo silenzioso che scatta quando l’inflazione fa salire stipendi e pensioni, ma gli scaglioni Irpef e le detrazioni restano fermi. Il tema torna d’attualità proprio mentre si prepara la nuova manovra.

Il funzionamento è più semplice di quanto sembri. Se il tuo stipendio cresce del 3% perché anche i prezzi sono saliti del 3%, non sei diventato più ricco: hai solo mantenuto, e nemmeno del tutto, il tuo potere d’acquisto. Il problema è che, con le soglie fiscali invariate, quell’aumento solo nominale può spingere una fetta maggiore del tuo reddito in uno scaglione più alto, oppure ridurre alcune detrazioni legate al reddito. Il risultato è che una parte dell’aumento pensato per compensare il caro vita finisce assorbita dal Fisco.

Un esempio aiuta a capire. Un reddito imponibile di 28.000 euro che cresce del 3% arriva a 28.840 euro. Se la soglia dei 28.000 euro non viene adeguata all’inflazione, gli 840 euro in più entrano nello scaglione successivo, che nel 2026 ha un’aliquota ridotta dal 35% al 33% per la fascia tra 28.000 e 50.000 euro. Il calcolo reale dipende poi dal reddito complessivo, dalle detrazioni e dalle altre voci della dichiarazione: l’esempio serve a mostrare il meccanismo, non a stabilire quanto pagherà ogni singolo contribuente.

Se i prezzi corrono più del previsto, il conto sale. Con un aumento cumulato del 6%, il drenaggio fiscale arriverebbe a 9,35 miliardi. Nello scenario più pesante considerato dagli economisti, con un’inflazione cumulata dell’8,2%, si toccherebbero i 12,74 miliardi di euro: circa 9 miliardi a carico dei lavoratori dipendenti e quasi 4 miliardi a carico dei pensionati.

Non tutti, però, sono colpiti allo stesso modo. Il fiscal drag riguarda soprattutto chi ha un reddito soggetto all’Irpef progressiva e vede crescere il proprio reddito nominale, e l’impatto cambia in base all’entità dell’aumento, alle detrazioni e alla situazione fiscale personale. Vale la pena ricordare inoltre che le stime citate non comprendono le addizionali regionali e comunali. Chi invece non riceve alcun aumento non subisce un incremento di Irpef dovuto al fiscal drag, ma continua comunque a perdere potere d’acquisto se i prezzi salgono.

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