MADDALONI. La vertenza nei cantieri dell’Alta Velocità/Alta Capacità Bari-Napoli entra in una nuova settimana di mobilitazione. Al centro della protesta ci sono i pagamenti degli stipendi, ma anche il futuro dei lavoratori impegnati nelle opere che stanno arrivando alla fase conclusiva.
Sono 52 gli operai coinvolti nella mobilitazione che interessa i cantieri lungo il territorio compreso tra Maddaloni e Frasso Telesino. I lavoratori continueranno a garantire le attività ordinarie e la sicurezza delle aree di cantiere.
Restano invece sospese le lavorazioni relative alle opere da completare, così come le attività legate allo smantellamento della storica linea ferroviaria Caserta-Foggia.
Sul fronte salariale, il pagamento dello stipendio di agosto viene indicato come ormai imminente. Per le organizzazioni sindacali, però, questo passaggio non sarebbe sufficiente a chiudere la vertenza.
Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil chiedono infatti garanzie sulla regolarità dei pagamenti anche per le prossime mensilità e per le somme ancora dovute.
La protesta, quindi, non riguarda soltanto il recupero delle spettanze arretrate. I sindacati chiedono un confronto complessivo sulla gestione della situazione e sulla continuità dei pagamenti. Al momento resta inoltre da convocare il tavolo con Rfi, Consorzio Cft, imprese appaltatrici e subappaltatrici e le Prefetture di Caserta, Avellino e Benevento.
Accanto agli stipendi c’è un’altra questione che preoccupa i lavoratori: cosa accadrà quando alcune delle opere attualmente in corso arriveranno alla conclusione.
Secondo quanto evidenziato dal sindacato, i cantieri di Frasso Telesino e Cancello-Frasso Telesino si avviano verso la fase finale. Per questo viene chiesto di affrontare con anticipo il tema della continuità occupazionale e dell’eventuale ricollocazione delle maestranze.
La richiesta è quella di aprire un confronto prima della conclusione definitiva delle lavorazioni, individuando possibili percorsi per evitare che la chiusura dei cantieri si traduca nella perdita dei posti di lavoro.
La vertenza coinvolge anche il territorio di Maddaloni, dove resta aperto il capitolo degli interventi collegati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria. Tra le opere indicate ci sono il ponte di Carmignano, la rete fognaria, via Monaca e la viabilità interna al cimitero.
È atteso un confronto tra Regione, Comune e Rfi per affrontare lo stallo e definire il completamento degli interventi ancora pendenti. Un altro tema riguarda la soppressione dei passaggi a livello nell’area urbana di Maddaloni. Per i sindacati è necessario collegare la realizzazione dei nuovi cantieri anche alla ricaduta occupazionale sul territorio.
Nella vertenza trova spazio anche il tema della sicurezza sul lavoro, tornato al centro dell’attenzione dopo la morte di Antonio Colantuono. Il sindacato richiama in particolare la necessità di puntare sulla formazione dei lavoratori, sulla valutazione preventiva dei rischi e sui controlli nei cantieri.
Per i 52 lavoratori, dunque, la mobilitazione prosegue su più fronti: la regolarità delle retribuzioni, le garanzie occupazionali e il completamento delle opere ancora aperte sul territorio. La gestione ordinaria e la messa in sicurezza dei cantieri continueranno, mentre resta da capire quando sarà possibile riaprire il confronto tra le parti e arrivare a una soluzione della vertenza.
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