San Cipriano d’Aversa. Dopo l’assoluzione definitiva dalle accuse di camorra, pronunciata dalla Corte di Cassazione nel febbraio scorso, arriva un altro importante sviluppo giudiziario per Pasquale e Giuseppe Mastrominico, imprenditori edili di San Cipriano d’Aversa. La Corte d’Appello di Napoli ha infatti revocato la maxi-confisca di prevenzione, del valore di oltre 40 milioni di euro, che aveva interessato il patrimonio dei due fratelli e dei loro familiari.
La decisione è contenuta in un provvedimento di circa 60 pagine con il quale i giudici hanno cancellato il precedente decreto disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
La vicenda giudiziaria era iniziata circa quindici anni fa. Nel 2011 i Mastrominico furono arrestati insieme all’allora consigliere regionale ed ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi, successivamente prosciolto in via definitiva. La Dda di Napoli contestava agli imputati un presunto accordo con il clan dei Casalesi. Per i due imprenditori venivano ipotizzati, in particolare, rapporti con Antonio Iovine, detto “’o Ninno”, e con la famiglia Schiavone.
Le accuse portarono a una condanna in primo grado, ma il quadro giudiziario cambiò nei successivi gradi fino all’assoluzione definitiva in Cassazione.
Parallelamente era proseguito il procedimento di prevenzione. Nel 2014 era stato disposto il primo sequestro, trasformato poi in confisca nel 2017. Il provvedimento aveva interessato decine di appartamenti nelle province di Caserta, Napoli, Latina, Frosinone, L’Aquila e Pisa, oltre a automobili e conti correnti.
Gli avvocati Mario Griffo e Francesco Picca avevano impugnato la misura. La Corte d’Appello, esaminando nel merito gli elementi e tenendo conto anche dell’assoluzione penale definitiva, ha ritenuto non sussistenti elementi sufficienti per sostenere la presunta collusione con il clan.
Revocata quindi la confisca per Pasquale e Giuseppe Mastrominico e per sette familiari coinvolti nel procedimento. Per i due imprenditori è stata cancellata anche la misura della sorveglianza speciale.