Maddaloni/Recale/Macerata Campania. Non sussistono gravi indizi di colpevolezza. È quanto stabilito dal giudice monocratico Carmela Compaiola del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Giuseppe Fisio, 50enne di Maddaloni, cognato di Alessandro Menditti, indicato come esponente di vertice del clan Belforte.
L’uomo era stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Macerata Campania per la presunta violazione delle prescrizioni legate alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
Fisio, difeso dall’avvocato Giuseppe De Lucia, è infatti sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Maddaloni, dove risiede. Secondo quanto ricostruito, i militari dell’Arma lo avrebbero però sorpreso durante le ore diurne in via Elena, nel territorio di Macerata Campania, nei pressi dell’abitazione della compagna.
Il 50enne si sarebbe trovato fuori dal Comune nel quale è obbligato a soggiornare senza essere in possesso di una specifica autorizzazione. Dopo gli accertamenti e la contestazione della violazione, nei suoi confronti era quindi scattato l’arresto.
La vicenda è successivamente approdata davanti al giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per l’udienza di convalida. Il magistrato ha ritenuto che non ricorressero i presupposti per l’applicazione di una misura cautelare, valutando anche la natura e la non particolare gravità della condotta contestata e non ravvisando, nel caso specifico, un profilo tale da giustificare ulteriori restrizioni.
Per Fisio è stata quindi disposta la liberazione.
La vicenda giudiziaria, tuttavia, proseguirà sotto il profilo della misura di prevenzione. Il giudice ha infatti disposto la trasmissione degli atti alla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, chiamata adesso a effettuare le valutazioni di propria competenza sulla presunta violazione delle prescrizioni imposte al 50enne.