Cane legato a corda corta, interviene attivista e viene aggredito con bastone. Arrivano i carabinieri

Airola. Un nuovo intervento a tutela degli animali ha interessato il territorio di Airola, zona della Valle Caudina. A rendere nota la vicenda è stato l’attivista Enrico Rizzi, che ha diffuso sui propri canali social anche immagini e materiale relativo a quanto accaduto. Secondo la ricostruzione fornita da Rizzi, la segnalazione riguardava un cane che sarebbe stato tenuto legato con una corda particolarmente corta, in una condizione che ne limitava fortemente i movimenti. L’attivista si è quindi recato sul posto nella tarda mattinata di ieri per verificare personalmente la situazione.

Una volta arrivato, Rizzi avrebbe tentato di parlare con i proprietari dell’animale. Il confronto, però, avrebbe assunto rapidamente toni accesi. Nel corso della discussione, sempre secondo quanto riferito dall’attivista, sarebbero stati pronunciati insulti e minacce e sarebbe comparso anche un bastone. Di fronte all’aumento della tensione, Rizzi ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e sul posto sono corsi i carabinieri per riportare l’ordine ed evitare conseguenze peggiori. Il proprietario del cane avrebbe spiegato la propria situazione facendo riferimento ai suoi problemi di salute e alle condizioni di invalidità della moglie.

La vicenda ha richiamato sul posto diverse autorità e figure competenti. Sono intervenuti il sindaco di Airola, gli agenti della Polizia Locale, il dirigente comunale competente in materia di servizi e tutela degli animali, i Carabinieri della Compagnia di Montesarchio e i veterinari dell’Asl. Presenti anche i volontari dell’associazione Cuori Randagi.

Gli accertamenti si sono concentrati sulle condizioni in cui veniva tenuto il cane e sulla necessità di trovare una soluzione che potesse garantirne la sicurezza e un’adeguata sistemazione. Al termine dell’intervento è stato disposto l’allontanamento dell’animale dall’abitazione. Il cane è stato quindi sottratto alla situazione che aveva dato origine alla segnalazione.

A portare il caso all’attenzione pubblica è stato lo stesso Enrico Rizzi, che ha raccontato quanto avvenuto ad Airola attraverso i propri profili social, pubblicando anche materiale relativo all’intervento.

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