Santa Maria Capua Vetere. Arriva a un passaggio decisivo il procedimento nato dall’inchiesta sui presunti falsi incidenti stradali organizzati per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative. La Procura di Roma ha formulato richieste di condanna per nove imputati, tra avvocati, giudici di pace e medici.
Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Alessia Natale ha chiesto complessivamente 43 anni e 6 mesi di reclusione. Il procedimento si celebra davanti al Tribunale di Roma, dopo il trasferimento della competenza legato al coinvolgimento dei giudici di pace.
La richiesta più alta riguarda l’avvocato civilista Giuseppe Luongo, per il quale sono stati chiesti 6 anni e 8 mesi di reclusione.
Per i tre giudici di pace di Santa Maria Capua Vetere, la Procura ha chiesto 5 anni e 10 mesi per Maria Gaetana Fulgeri, 5 anni e 8 mesi per Rodosindo Martone e 5 anni per Bruno D’Ursio.
Per gli avvocati Vincenzo Castaldo, Michele Zagaria e Michele Chirico sono stati chiesti 4 anni e 6 mesi ciascuno. Quattro anni, invece, la richiesta per i medici Giuseppe D’Amico e Michele D’Amico.
La Procura ha inoltre chiesto la confisca del presunto profitto illecito collegato alle contestazioni di corruzione, per un valore superiore ai 300mila euro. La lettura del dispositivo è prevista verso la fine di settembre.
L’inchiesta avrebbe ricostruito un sistema organizzato intorno a incidenti stradali che, secondo l’accusa, sarebbero stati simulati o costruiti per ottenere risarcimenti.
Le dinamiche dei sinistri avrebbero presentato elementi ricorrenti. Tra questi, investimenti di pedoni sulle strisce pedonali, incidenti che coinvolgevano ciclisti e anche persone a bordo di biciclette tandem. In diversi casi sarebbe stata rilevata anche l’assenza delle forze dell’ordine sul luogo del presunto incidente.
Secondo la ricostruzione investigativa, alcune persone sarebbero state reclutate soprattutto nelle periferie di Casal di Principe per partecipare alle false denunce. I compensi sarebbero variati in base alla fase della pratica e all’eventuale conclusione positiva della richiesta di risarcimento.
Nel procedimento viene contestato anche il ruolo di professionisti che avrebbero seguito le pratiche, mantenendo rapporti con consulenti tecnici, medici e rappresentanti delle compagnie assicurative.
Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda tre giudici di pace in servizio presso l’ufficio di Santa Maria Capua Vetere.
Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero ricevuto denaro o altre utilità in cambio di decisioni favorevoli nelle cause relative ai presunti sinistri. Le indagini avevano portato, nel gennaio scorso, alla sospensione per un anno dei tre giudici e a provvedimenti nei confronti di alcuni avvocati. Per uno dei legali erano stati disposti gli arresti domiciliari, mentre altri tre erano stati sottoposti al divieto temporaneo di esercitare la professione.
L’inchiesta era stata condotta dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Caserta e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta. Gli investigatori avevano inoltre eseguito un sequestro preventivo superiore a 300mila euro.
Ora il procedimento è arrivato alla fase delle richieste della Procura. Toccherà al Tribunale valutare le accuse e gli elementi raccolti nel corso dell’indagine. Le responsabilità definitive degli imputati dovranno essere stabilite con una sentenza.
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