
CAPODRISE/MARCIANISE. Le indagini dei Carabinieri sono partite dalla targa dell’auto utilizzata per raggiungere l’abitazione delle vittime. Denunciati un 22enne e una 60enne: avrebbero messo a disposizione il veicolo poi impiegato per il colpo da circa 20mila euro.
Una telefonata, la falsa identità di un appartenente all’Arma e un raggiro escogitato per convincere due anziani ad allontanarsi dalla propria abitazione. Sarebbe stato questo il copione della truffa messa in atto il 16 settembre scorso a Capodrise, dove una famiglia sarebbe stata derubata di preziosi per un valore complessivo di circa 20mila euro. L’episodio è avvenuto in via Fratelli Bandiera a Capodrise, strada perpendicolare a viale Europa.
A pochi giorni dai fatti, le indagini dei Carabinieri della Stazione di Marcianise e della Sezione Operativa della locale Compagnia hanno portato alla denuncia di due persone per favoreggiamento personale. Si tratta di un giovane di 22 anni e di una donna di 60 anni, entrambi del napoletano.
Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, i due avrebbero noleggiato e messo a disposizione di altri soggetti, al momento non identificati, una Citroën C3 che sarebbe stata utilizzata in occasione del furto ai danni della famiglia residente a Capodrise.
Il colpo sarebbe stato compiuto con la cosiddetta tecnica del “finto carabiniere”. I responsabili, spacciandosi per appartenenti all’Arma e ricorrendo ad artifici e raggiri, avrebbero indotto le vittime ad allontanarsi temporaneamente da casa. Una volta rimasta libera l’abitazione, gli autori materiali avrebbero potuto entrare e impossessarsi dei preziosi.
A fornire un primo elemento importante agli investigatori è stata la targa dell’autovettura, rilevata durante gli accertamenti successivi al furto.
Da quel dato è partita l’attività investigativa dei Carabinieri, che ha permesso di ricostruire i passaggi relativi alla disponibilità del veicolo e di risalire alle due persone oggi denunciate. Gli accertamenti avrebbero consentito di ipotizzare che entrambe abbiano contribuito a ostacolare l’attività diretta a individuare gli autori materiali del furto, mettendo a loro disposizione il mezzo successivamente utilizzato per commettere il reato.
I Carabinieri hanno quindi deferito in stato di libertà i due, ritenuti, allo stato delle indagini, gravemente indiziati di favoreggiamento personale.
L’attività investigativa prosegue per individuare i presunti autori materiali della truffa e del successivo furto. In questo senso, si è rivelato particolarmente rilevante il lavoro di ricostruzione svolto dai Carabinieri a partire da pochi elementi iniziali, che hanno consentito di sviluppare gli accertamenti e delineare il presunto ruolo dei due indagati.
La posizione delle persone denunciate resta al vaglio dell’Autorità giudiziaria e dovrà essere definita nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

