
Respinti i ricorsi presentati dai Comuni contro la riorganizzazione regionale. Oliviero chiede alla Regione di intervenire sulle aree disagiate
Respinti i ricorsi contro la riorganizzazione
Sessa Aurunca. La vicenda dei punti nascita di Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e Sapri torna al centro dell’attenzione dopo la decisione del TAR Campania. I giudici amministrativi hanno respinto i ricorsi presentati contro la chiusura dei tre presidi prevista dalla riorganizzazione della rete regionale. La decisione è stata resa nota il 21 settembre.
Il provvedimento della Regione nasce dalla necessità di adeguare la rete dei punti nascita agli standard previsti a livello nazionale. Nel piano regionale i tre presidi erano stati individuati tra quelli con i volumi di attività più bassi. La documentazione regionale aveva previsto la cessazione delle attività di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese.
Uno degli elementi richiamati nel procedimento riguarda proprio il numero dei parti. Nel caso di Sapri, secondo quanto riportato dopo la sentenza, erano stati registrati 188 parti, un dato distante dalla soglia di 500 parti annui indicata come riferimento dagli standard per i punti nascita. Il TAR ha collegato i bassi volumi anche alla necessità di garantire un’adeguata continuità dell’esperienza professionale nella gestione delle emergenze ostetriche.
I territori avevano evidenziato le difficoltà geografiche
Alla base dei ricorsi c’erano anche le caratteristiche dei territori interessati. I Comuni hanno evidenziato nel corso della vertenza le difficoltà legate ai collegamenti e alle distanze dagli altri presidi ospedalieri.
La questione riguarda in particolare le aree interne e quelle più periferiche, dove il raggiungimento di un altro ospedale può comportare tempi di percorrenza maggiori rispetto ai centri maggiormente serviti.
La decisione del TAR non chiude però il confronto sul piano istituzionale. Dopo la pronuncia dei giudici sono infatti arrivate nuove richieste di intervento alla Regione.
Oliviero: «La sentenza non può essere la parola fine»
Tra le reazioni c’è quella di Gennaro Oliviero, capogruppo di A Testa Alta in Consiglio regionale della Campania, che ha chiesto al presidente della Regione Roberto Fico e alla giunta di riaprire il dossier.
Oliviero ha richiamato in particolare la normativa regionale che riconosce Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e Sapri come territori caratterizzati da condizioni di disagio nella fruizione dei servizi sanitari. Secondo il consigliere regionale, questo elemento dovrebbe essere nuovamente valutato nell’ambito della programmazione sanitaria.
La richiesta politica è quindi quella di verificare eventuali percorsi amministrativi che possano tenere conto delle caratteristiche specifiche delle tre aree.
La partita resta aperta
Per Sessa Aurunca e Piedimonte Matese la pronuncia del TAR rappresenta un passaggio importante nella vertenza sul futuro dei rispettivi punti nascita. I territori interessati continuano a chiedere che nella programmazione sanitaria vengano considerate anche le difficoltà legate alla posizione geografica.
Resta ora da capire quali saranno le prossime iniziative della Regione e se verranno valutati ulteriori strumenti amministrativi per le aree considerate disagiate.
La questione, dunque, non si ferma alla decisione del TAR. Dopo il pronunciamento dei giudici, il confronto si sposta nuovamente sul piano istituzionale e sulle scelte che la Regione Campania deciderà di assumere sulla rete dei servizi sanitari territoriali.
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