GIUGLIANO IN CAMPANIA. Diventano definitive le condanne all’ergastolo per Francesco Napolitano e Michele Olimpio, indicati dagli investigatori come esponenti apicali del clan Mallardo. La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito i due ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale della Repubblica di Napoli dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 17 settembre 2026.
I due sono stati riconosciuti colpevoli dell’omicidio di Mario Di Lorenzo, ucciso a Giugliano in Campania il 12 ottobre 1996. Il delitto, aggravato dalle modalità mafiose, sarebbe maturato all’interno delle dinamiche criminali del territorio.
Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini della DIA, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nell’ambito della cosiddetta “Operazione Babele”, Napolitano, all’epoca reggente pro tempore del clan Mallardo, avrebbe deciso l’eliminazione di Di Lorenzo. Quest’ultimo, dopo essere passato dal gruppo rivale dei “piripicci” al clan Mallardo, avrebbe avanzato richieste estorsive nei confronti di piccoli imprenditori di Giugliano nonostante il divieto imposto dai vertici dell’organizzazione.
L’omicidio sarebbe stato materialmente eseguito da Michele Olimpio insieme a un terzo uomo, successivamente diventato collaboratore di giustizia e poi deceduto. Di Lorenzo venne colpito mentre si trovava nella propria automobile in un insediamento di case popolari della città.
Le investigazioni portarono nel gennaio 2019 all’emissione delle misure cautelari nei confronti di Napolitano e Olimpio, rispettivamente indicati come mandante ed esecutore del delitto. Nel marzo 2021 arrivò la prima condanna all’ergastolo, confermata in appello nel 2023. Nel giugno 2024 la Cassazione annullò quella decisione disponendo un nuovo giudizio.
Il 3 novembre 2025 la Corte di Assise di Appello di Napoli pronunciò nuovamente la condanna all’ergastolo. Nel luglio scorso, inoltre, Napolitano era tornato in carcere dopo ulteriori accertamenti della DIA che, secondo gli investigatori, avevano evidenziato il rischio di fuga e la persistenza di collegamenti con l’ambiente criminale.
Il 17 settembre la Cassazione ha chiuso definitivamente il procedimento, confermando responsabilità e ergastolo per entrambi. Gli ordini di carcerazione sono stati eseguiti dal Centro Operativo DIA di Napoli con il supporto dei centri di Milano e Bari.