Pietramelara. Ha capito quasi subito che dietro quella telefonata si nascondeva un tentativo di raggiro e non ha dato seguito alle richieste dell’interlocutore. È quanto accaduto a Pietramelara venerdì, dove una donna è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è presentato come appartenente alle forze dell’ordine. Il copione era quello ormai tristemente noto: il falso carabiniere ha raccontato alla donna che un suo familiare si sarebbe trovato nei guai e rischiava l’arresto. Per evitare conseguenze, secondo quanto riferito durante la chiamata, sarebbe stato necessario consegnare con urgenza una consistente somma di denaro.
La donna, però, non si è lasciata intimorire dalla storia e ha intuito che si trattava di una frode. Dopo aver interrotto la conversazione, ha informato dell’accaduto i Carabinieri, consentendo così di segnalare tempestivamente il tentativo di truffa. Quello utilizzato dai malviventi è uno degli schemi più frequenti nelle truffe telefoniche ai danni delle persone, in particolare degli anziani e di chi può trovarsi in una condizione di maggiore vulnerabilità. L’obiettivo è provocare paura e agitazione attraverso una situazione apparentemente urgente, facendo leva sull’affetto nei confronti di un familiare. Tra le modalità più ricorrenti c’è proprio quella del finto appartenente alle forze dell’ordine, talvolta affiancato da persone che si spacciano per avvocati, medici o altri professionisti. Alla vittima viene comunicato che un figlio, un nipote o un altro parente sarebbe coinvolto in un incidente, avrebbe bisogno di cure oppure sarebbe stato fermato dalle autorità. Successivamente viene avanzata una richiesta di denaro, presentata come necessaria per ottenere assistenza o risolvere la presunta emergenza.
Nel caso in cui la vittima accetti, i truffatori possono annunciare l’arrivo di un presunto incaricato, che si presenta direttamente presso l’abitazione per ritirare contanti o altri beni di valore. Per evitare di cadere nella trappola è fondamentale non lasciarsi condizionare dall’urgenza della richiesta e verificare sempre autonomamente quanto viene raccontato al telefono. È inoltre opportuno non consentire l’accesso in casa a persone sconosciute, anche quando dichiarano di essere state inviate da autorità, medici o familiari. Un tesserino o un documento mostrato rapidamente non costituisce, da solo, una garanzia dell’identità della persona. In caso di dubbi, è preferibile interrompere la conversazione e contattare direttamente le Forze dell’Ordine attraverso i recapiti ufficiali.
Un principio da ricordare è semplice: le Forze dell’Ordine non chiedono ai cittadini pagamenti in denaro per prestare assistenza o per evitare l’arresto di un familiare.