Fratelli uccisi, patteggiano parenti del killer

Il procedimento è nato dagli accertamenti sul duplice omicidio dei fratelli Claudio e Marco Marrandino. Pena sostituita con lavori di pubblica utilità

Cesa. Due anni e dieci mesi di reclusione e una multa di 3mila euro, con la pena detentiva sostituita dal lavoro di pubblica utilità. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli Nord nei confronti di Giuseppina Bortone e Vincenzo Mangiacapre, moglie e figlio di Antonio Mangiacapre, già condannato all’ergastolo con isolamento diurno per il duplice omicidio dei fratelli Claudio e Marco Marrandino.

La condanna del Tribunale di Napoli Nord

Il procedimento, concluso con il patteggiamento, era nato dagli accertamenti condotti dopo il duplice delitto e riguardava, tra le altre contestazioni, ipotesi di favoreggiamento personale, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, Bortone e Vincenzo Mangiacapre avrebbero aiutato Antonio Mangiacapre a sottrarre alcune armi alle indagini e a nascondere la pistola utilizzata per l’omicidio.

Il duplice omicidio dei fratelli Marrandino

La vicenda risale al 15 giugno 2024. Secondo la ricostruzione giudiziaria, nei pressi dello svincolo di Succivo della Statale 7 bis, nel territorio di Orta di Atella, una discussione legata alla viabilità degenerò fino all’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco contro i fratelli Marrandino.

Antonio Mangiacapre, indicato dagli investigatori come l’autore materiale del duplice omicidio, venne successivamente rintracciato all’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno e sottoposto a fermo.

Le indagini dopo il duplice delitto

Le successive perquisizioni nella sua abitazione consentirono agli investigatori di recuperare armi, munizioni e materiale esplodente. L’inchiesta si è sviluppata anche attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, delle intercettazioni e delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza.

Tra gli elementi esaminati figurano anche le comunicazioni tra Vincenzo Mangiacapre e Mario Cirillo. Le telecamere comunali di Casal di Principe avrebbero inoltre ripreso, nel pomeriggio del giorno del duplice omicidio, un incontro tra Vincenzo Mangiacapre e una persona identificata nel corso degli accertamenti come Francesco Cirillo.

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