MARCIANISE. Prima i messaggi WhatsApp con insulti e pesanti minacce, poi due telefonate da un numero privato. È quanto denunciato da un uomo sui 50 anni di Marcianise, che nel giro di pochi giorni si è rivolto due volte ai Carabinieri della Stazione di Marcianise, presentando prima una querela e successivamente un’integrazione.
La vicenda avrebbe avuto origine dalla conclusione di una relazione sentimentale iniziata nei primi mesi del 2026. Secondo quanto raccontato dall’uomo ai militari, già durante il rapporto avrebbe conosciuto il padre della compagna, cameriera in un bar della zona, che non avrebbe nascosto la propria contrarietà alla relazione. La situazione sarebbe precipitata ad agosto, quando il 50enne, mentre si trovava nei pressi di un bar (diverso da quello dove lavora) a Marcianise, avrebbe visto la donna in compagnia di un altro uomo. A quel punto avrebbe deciso di interrompere la relazione.
Il primo episodio denunciato risale alla sera del 6 settembre. Intorno alle 22, sul cellulare dell’uomo sarebbero arrivati diversi messaggi WhatsApp: tre messaggi di testo e nove vocali, successivamente indicati ai Carabinieri. Secondo la versione fornita nella querela, il mittente lo avrebbe insultato, accusato anche della sottrazione di un trapano e minacciato di «spezzargli le gambe», intimandogli inoltre di lasciare in pace la figlia.
La mattina successiva l’uomo si è presentato alla Stazione dei Carabinieri di Marcianise formalizzando la denuncia-querela.
Ma pochi giorni dopo si sarebbe verificato un nuovo episodio. Il 15 settembre, intorno alle 16, il 50enne avrebbe ricevuto una telefonata da numero privato. Dall’altra parte una voce maschile avrebbe pronunciato frasi ancora più pesanti: «Sei un infame, un uomo di m…, ti devo sparare».
Alla domanda sull’identità, l’interlocutore si sarebbe presentato come il padre della sua ex compagna, intimandogli nuovamente di lasciarla stare.
Poco dopo sarebbe arrivata una seconda chiamata. Questa volta, stando alla denuncia, l’uomo avrebbe chiesto al 50enne «dove fosse e che morte sperava».
La presunta vittima è quindi tornata dai Carabinieri di Marcianise, presentando un’integrazione alla prima querela. Le circostanze riportate rappresentano quanto denunciato dall’uomo e dovranno essere oggetto degli accertamenti del caso, nel rispetto della presunzione di innocenza delle persone coinvolte. Possibile che la controparte possa fornire una versione diversa rispetto ad una vicenda che purtroppo è finita per alimentare odio e comportamenti minacciosi, utilizzando social e strumenti di messaggistica come sponda.