Marcianise. Il momento delle risposte è ormai vicino. L’inchiesta della Procura di Napoli sui cantieri della Tav Napoli-Bari entrerà in una fase cruciale il 15 e 16 settembre, quando davanti al giudice Federica Girardi sono previsti gli interrogatori precautelari delle persone interessate dalle richieste di misura cautelare.
Sono 41 le richieste di arresto avanzate nell’ambito di un’indagine che coinvolge complessivamente 45 indagati e che sarebbe stata portata avanti per circa tre anni dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli.
L’indagine coordinata dalla Dda punta i riflettori su sette tratte ferroviarie, dalla Napoli-Cancello fino ai cantieri che attraversano Frasso Telesino, Vitulano, l’Irpinia, Orsara e Foggia.
Al centro degli accertamenti c’è soprattutto il sistema dei subappalti. L’ipotesi investigativa è che alcune imprese possano essere state favorite nell’assegnazione dei lavori. Le contestazioni formulate, a vario titolo, comprendono corruzione, turbativa d’asta e ipotesi associative, in alcuni casi accompagnate dall’aggravante del metodo mafioso.
Gli inquirenti stanno approfondendo anche i rapporti riguardanti Areco srl e i consorzi Nacav, Hirpinia Av e Telese. Uno dei filoni riguarda inoltre presunte fatturazioni per operazioni inesistenti che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero servite alla formazione di disponibilità economiche non contabilizzate.
Nelle carte compaiono anche presunti benefit e utilità – tra cene, telefoni e disponibilità di automobili – che gli investigatori stanno valutando per verificare l’esistenza di eventuali accordi illeciti.
Un ulteriore capitolo riguarda i possibili collegamenti, ancora tutti da dimostrare, con ambienti riconducibili ai clan Belforte e Fabbrocino.
Gli interrogatori del 15 e 16 settembre saranno quindi determinanti: gli indagati potranno fornire la propria versione e contestare gli elementi raccolti dall’accusa. Le richieste cautelari, infatti, non equivalgono a una condanna e tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.