AIROLA – Dopo il fuoco, ora la preoccupazione è per l’acqua. Diverse aziende insediate nell’area PIP di via Carracciano ad Airola, a ridosso del sito interessato dall’incendio del 31 agosto, hanno inviato una formale richiesta a Prefettura e Procura di Benevento, coinvolgendo per conoscenza anche Regione Campania, Arpac, Provincia e Comune, chiedendo interventi urgenti prima dell’arrivo delle piogge.
Il documento, datato 8 settembre, pone al centro un nuovo possibile rischio: il dilavamento dei materiali combusti e dei residui ancora presenti nell’area.
Secondo le aziende firmatarie, le precipitazioni potrebbero trascinare eventuali sostanze contaminanti verso il suolo, le acque superficiali e, potenzialmente, la falda. È per questo che viene chiesta una messa in sicurezza d’emergenza prima dell’arrivo delle piogge.
Nella missiva le aziende ricordano che l’incendio è stato ormai spento, ma sottolineano che il quadro ambientale è ancora in fase di definizione.
Vengono richiamate anche le rilevazioni Arpac sulle diossine effettuate nei giorni successivi al rogo, mentre gli imprenditori evidenziano come adesso si presenti «un’urgenza ulteriore e improcrastinabile».
La preoccupazione espressa è che l’acqua piovana possa dilavare le ceneri, i materiali bruciati e gli altri residui presenti nel sito, ampliando eventualmente l’area interessata dalla contaminazione.
Si tratta, allo stato, di un rischio prospettato dalle aziende, sul quale saranno gli enti tecnici competenti a dover effettuare le necessarie valutazioni.
Le aziende avanzano anche indicazioni operative precise.
Tra le misure richieste figurano la copertura dei cumuli, la regimentazione e raccolta delle acque di ruscellamento e il contenimento del percolato, tutto attraverso un coordinamento tra Regione Campania, Arpac, Asl e Comune.
L’obiettivo è evitare che le precipitazioni possano disperdere ulteriormente nell’ambiente ciò che resta all’interno dell’area interessata dal rogo.
La lettera contiene poi una richiesta diretta alla Prefetta di Benevento Raffaela Moscarella.
Le aziende chiedono che venga personalmente ad Airola per rappresentare «la tangibile presenza dello Stato» e che, nell’ambito delle proprie competenze, sia garantito un presidio dell’area fino al completamento delle operazioni.
Viene sollecitato un coordinamento costante con Regione Campania, Arpac e Comuni interessati, soprattutto in questa fase successiva allo spegnimento dell’incendio.
Un’altra richiesta particolarmente significativa è indirizzata alla Procura della Repubblica di Benevento.
Le aziende chiedono che vengano effettuati con la massima urgenza tutti gli accertamenti sullo stato dei luoghi, valutando anche la possibilità di un accertamento tecnico non ripetibile, proprio perché l’area dovrà inevitabilmente essere modificata dalle successive operazioni di messa in sicurezza e bonifica.
Il passaggio è considerato essenziale per contemperare due necessità: da un lato preservare gli elementi utili alle indagini, dall’altro consentire nel più breve tempo possibile gli interventi ambientali.
Nella parte conclusiva della missiva arriva la richiesta più netta: arrivare quanto prima al dissequestro dell’area oppure a un’autorizzazione che consenta l’avvio immediato della bonifica e dello svuotamento.
«Ogni giorno con quei rifiuti sul posto è un giorno di rischio in più per la salute delle nostre comunità», scrivono le aziende.
Una posizione che arriva mentre sul territorio continua il dibattito sulle responsabilità civili, penali, amministrative e politiche legate alla vicenda. Nella stessa lettera le aziende precisano che saranno le sedi competenti ad accertare eventuali responsabilità civili e penali.
La fase dell’incendio può dunque considerarsi conclusa, ma quella successiva appare altrettanto delicata.
Dopo quattro giorni di operazioni per domare il rogo, la questione si sposta ora sulla messa in sicurezza, sulla gestione dei residui, sulla prevenzione delle possibili ricadute delle piogge e sui tempi della bonifica.
Ed è proprio su questi tempi che gli imprenditori dell’area PIP chiedono adesso una risposta immediata delle istituzioni.