
CASAPESENNA. Gli interessi legati alle bische clandestine avrebbero alimentato tensioni e contrasti nell’ambiente criminale di Casapesenna. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta sulla presunta riorganizzazione del gruppo Zagaria, nelle quali compare anche il nome di Costantino Diana, 48 anni, conosciuto come ’o cinese, già condannato in passato per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Secondo la ricostruzione investigativa dei carabinieri di Caserta, dopo essere tornato in libertà Diana avrebbe mostrato interesse per la gestione delle case da gioco clandestine e, in particolare, per una parte degli incassi.
Al centro del sistema individuato dagli investigatori ci sarebbero stati Costantino Garofalo e Raffaele Nobis, fratello di Salvatore “a Scintilla”, entrambi attualmente detenuti. Proprio la distribuzione dei guadagni derivanti dalle giocate avrebbe fatto emergere il contrasto.
Diana, zio di Franco Moccia, quest’ultimo coinvolto nell’inchiesta relativa all’ordigno collocato davanti alla pizzeria Nando’s, avrebbe cercato di ottenere una quota delle somme riconducibili alla bisca. Una richiesta che, stando alle conversazioni intercettate il 25 novembre 2025, non sarebbe stata accolta.
Nelle comunicazioni captate, Nobis e Garofalo avrebbero affrontato più volte il tema dei tavoli da gioco, degli incassi e della ripartizione del denaro. Compare anche Paolo Francesco Serao, accusato di associazione mafiosa, al quale gli investigatori attribuiscono un ruolo nel controllo delle giocate e nella successiva divisione delle somme.
La tensione sarebbe aumentata quando Diana avrebbe manifestato l’intenzione di recuperare personalmente il denaro che riteneva gli spettasse. Nobis avrebbe quindi fatto arrivare, attraverso Serao, un avvertimento particolarmente duro, interpretando quella richiesta come una vera sfida agli equilibri esistenti.
L’inchiesta si inserisce negli accertamenti sulle bische clandestine nell’Agro aversano. Il 17 aprile i carabinieri avevano individuato una casa da gioco in piazza Petrillo, a Casapesenna, ma secondo gli investigatori le attività sarebbero proseguite anche successivamente e avrebbero interessato altri centri della zona.
L’indagine, coordinata dai pm Vincenzo Ranieri, Alfredo Gagliardi e Vincenzo Toscano, ha coinvolto Garofalo, Nobis, Serao, Moccia e altri indagati. Per alcuni il Riesame ha successivamente annullato il fermo. Costantino Diana, invece, pur comparendo nelle carte, allo stato non risulta indagato per la vicenda della bisca. Per tutte le persone coinvolte resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

