Sit in all’esterno del Consiglio comunale dopo il rogo, Borrelli: “Porterò la vicenda in Parlamento”

Airola. A quasi una settimana dal devastante incendio che ha interessato la Eco Energy di Airola, questa mattina giovani, associazioni e comitati civici del territorio si sono ritrovati all’esterno della sede del Consiglio comunale per chiedere chiarezza sull’accaduto e sulle responsabilità legate alla gestione del sito. Al sit-in hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di Stop Biocidio e i volontari antiroghi di Acerra. Presenti anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, l’attivista ambientalista di Acerra Alessandro Cannavacciuolo e Davide Secone, co-portavoce regionale di Europa Verde.

Al termine della manifestazione, la delegazione ha raggiunto l’area interessata dal rogo, dove proseguono le operazioni di Vigili del fuoco e Protezione civile per domare gli ultimi focolai ancora presenti. L’incendio ha interessato una enorme quantità di rifiuti, provocando un grave impatto ambientale sul territorio.

“Porterò la vicenda di Airola in Parlamento – ha dichiarato Borrelli – non solo perché è indispensabile accertare tutte le responsabilità di questo gravissimo disastro ambientale in tempi celeri, ma anche perché in tempi altrettanto brevi bisogna iniziare a scrivere il futuro di quest’area che deve essere messa in sicurezza in primis e poi bisogna chiarire quale sarà il suo futuro. Di certo non consentiremo che resti un monumento all’incapacità di gestire i rifiuti e, men che meno, una bomba ecologica per la cittadinanza causata dalla gestione scellerata di imprenditori che hanno chiare ed evidenti responsabilità. Ma serve anche assunzione di responsabilità di chi quel sito doveva controllarlo”.

L’attenzione dei manifestanti si è concentrata anche sulle condizioni in cui versava l’area e sulle modalità di gestione e controllo del sito, anche dopo il sequestro e l’affidamento a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

“Le responsabilità dell’accaduto sono evidenti a tutti – ammonisce Cannavacciuolo – con una gestione scellerata prima e dopo il sequestro dell’area e il suo affidamento ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale. Non si è mai ragionato sull’assenza di spazi idonei a garantire le manovre di primo soccorso visto che l’area era stracolma di rifiuti e si è giunti ad una catastrofe ambientale che si poteva e doveva evitare. Chi doveva vigilare non lo ha fatto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

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