
MONDRAGONE – Sarebbe bastato un intervento di pochi minuti ai carabinieri per rintracciare il presunto autore di una rapina avvenuta nel pomeriggio di ieri, 5 settembre, lungo la Domiziana, nei pressi della rotonda di via San Razzino. In manette è finito un 24enne tunisino, irregolare sul territorio nazionale. Recuperato anche il telefono cellulare sottratto alla vittima e sequestrato uno spray urticante.
L’allarme è scattato attraverso una chiamata al numero unico di emergenza 112, raccolta dalla Centrale Operativa del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Mondragone.
Sul posto sono intervenuti i militari della Sezione Radiomobile, che hanno immediatamente raccolto la testimonianza della vittima, un 26enne tunisino.
Secondo quanto riferito dal giovane ai carabinieri, poco prima sarebbe stato avvicinato e aggredito da un connazionale che lo avrebbe afferrato al collo e minacciato con un coltello e con uno spray urticante, costringendolo a consegnargli il telefono cellulare.
Raccolta la descrizione del presunto responsabile, i militari hanno avviato le ricerche nelle strade circostanti. Poco distante dal luogo della rapina è stato individuato un 24enne tunisino, risultato irregolare sul territorio nazionale.
Durante la perquisizione personale, i carabinieri lo hanno trovato in possesso del cellulare riconosciuto dalla vittima e di uno spray urticante. Il telefono è stato restituito al legittimo proprietario, mentre lo spray è stato sequestrato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Alla luce degli elementi raccolti nell’immediatezza, il 24enne è stato arrestato in flagranza in relazione all’ipotesi di rapina.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato quindi trasferito presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove resta a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’episodio e chiarire ogni ulteriore aspetto della vicenda.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

