Con il ritorno tra i banchi si ripresenta anche il problema del caro scuola. Per milioni di famiglie italiane settembre significa infatti affrontare una spesa importante tra libri di testo, dizionari, zaini, quaderni e materiale scolastico.
Per l’anno scolastico 2026/2027 i dati mostrano nuovi aumenti, anche se l’entità del rincaro cambia a seconda del tipo di spesa considerata.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Associazione Italiana Editori, nel 2026 il prezzo medio dei libri di testo è aumentato del 2,3% nella scuola secondaria di primo grado e dell’1,8% nella scuola secondaria di secondo grado.
L’aumento resta quindi sotto l’inflazione, che a luglio si attestava al 2,8% su base annua. La spesa complessiva delle famiglie per i libri adottati, invece, risulta diminuita dell’1,4% rispetto al 2025. Questo dato non significa però che il caro libri sia scomparso. Il costo resta significativo soprattutto quando uno studente inizia un nuovo ciclo scolastico e deve acquistare una dotazione libraria completa.
Libri, corredo scolastico e tetti di spesa per le famiglie italiane.
Medie
217 €
Superiori
342 €
Corredo
673,60 €
Totale max
1.300 €
Le altezze sono proporzionali ai valori, ma scalate per mantenere il grafico compatto.
Per l’anno scolastico 2026/2027 i tetti di spesa per la dotazione libraria
sono stati aggiornati considerando un’inflazione programmata dell’1,5%.
Le scuole possono superare il tetto ordinario fino al 20%,
con deroga motivata dal Collegio dei docenti e approvata dal Consiglio di istituto
(in precedenza il limite era 15%).
Sommando libri, corredo e cancelleria, la spesa può arrivare fino a
1.300 € per studente, con un peso crescente per le famiglie
con più figli in età scolare.
Il monitoraggio Eures-Adoc fotografa una spesa media annua di circa 217 euro per i libri della scuola secondaria di primo grado. Alle scuole superiori il conto sale invece a 342 euro all’anno. Rispetto al 2025/2026 si registra un incremento del 3,3%, mentre il confronto con il 2024/2025 evidenzia una crescita del 12,1%.
La differenza diventa ancora più evidente considerando l’intero percorso scolastico. Per i tre anni delle medie la spesa complessiva può aggirarsi intorno ai 600 euro, mentre per i cinque anni delle superiori supera i 1.200 euro.
Ai libri bisogna aggiungere tutto il materiale necessario per affrontare l’anno scolastico. Secondo il monitoraggio di Federconsumatori, per il 2026 il costo medio del corredo scolastico raggiunge 673,60 euro, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente.
Il Codacons indica invece aumenti medi compresi tra il 2% e il 4% per zaini, diari, astucci e prodotti di cartoleria. Uno zaino può superare i 200 euro, mentre un astuccio completo può arrivare a circa 60 euro. Per un diario si possono spendere fino a 40 euro.
Sommando libri, dizionari, quaderni, zaini, astucci, materiale da disegno e cancelleria, il conto complessivo può diventare molto pesante. Secondo le stime del Codacons, per l’anno scolastico 2026/2027 una famiglia può arrivare a spendere fino a 1.300 euro per ogni studente.
Si tratta naturalmente di una cifra massima e non della spesa obbligatoria per ogni famiglia. Il conto cambia in base alla classe frequentata, alle scelte dei docenti, ai prodotti acquistati e alla possibilità di utilizzare libri e materiali già disponibili.
Per l’anno scolastico 2026/2027 sono stati aggiornati anche i tetti di spesa della dotazione libraria per la scuola secondaria di primo e secondo grado. L’aggiornamento tiene conto di un tasso di inflazione programmata dell’1,5%. I tetti riguardano l’intera dotazione libraria necessaria per ciascun anno scolastico e non rappresentano il prezzo obbligatorio dei singoli libri.
Da quest’anno le scuole possono inoltre superare il tetto ordinario fino al 20%, a condizione che la deroga venga motivata dal Collegio dei docenti e approvata dal Consiglio di istituto. Negli anni precedenti il limite era fissato al 15%.
Il problema non riguarda soltanto la percentuale di aumento registrata nell’ultimo anno. Il costo dei libri scolastici è infatti cresciuto nel corso del tempo. Secondo Altroconsumo, negli ultimi dieci anni i rincari si collocano nell’ordine del 25-30% per i testi delle medie e delle superiori.
A pesare è quindi l’effetto cumulativo degli aumenti. Anche quando il rincaro annuale appare contenuto, il costo complessivo diventa più difficile da sostenere per le famiglie che devono acquistare contemporaneamente più dotazioni scolastiche.
Una delle possibilità per ridurre la spesa resta quella di acquistare i libri usati, quando le condizioni dei testi lo permettono e quando le edizioni richieste dalla scuola coincidono. Anche il confronto dei prezzi tra librerie, piattaforme online e rivenditori può consentire di contenere il conto finale.
Un’altra attenzione riguarda il corredo. Non tutti i prodotti devono necessariamente essere acquistati nuovi ogni anno. Zaini, astucci e parte del materiale possono essere riutilizzati, riducendo così la spesa complessiva.
Il caro scuola resta dunque una delle voci che maggiormente incidono sul bilancio familiare alla ripresa delle attività scolastiche. I rincari dei libri sono più contenuti rispetto ad altre spese, ma sommando testi, dizionari, cancelleria e corredo il conto può diventare particolarmente pesante, soprattutto per le famiglie con più figli in età scolare.
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