Soldi pubblici su conti privati, sequestro da 7 milioni: nei guai vertici di associazione sportiva

Regionale. Un presunto sistema di distrazione di risorse pubbliche per milioni di euro, con somme che sarebbero state successivamente trasferite anche all’estero e reinvestite in attività imprenditoriali e immobili. È quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Napoli nell’ambito di un’indagine che ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo nei confronti di tre soggetti.

Nella mattinata di oggi, 3 settembre, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e del 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito il provvedimento disposto dal gip del Tribunale partenopeo. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono peculato, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio.

Secondo quanto riferito dalla Procura, le indagini avrebbero consentito di ricostruire un meccanismo di distrazione di risorse ai danni di un’associazione sportiva che beneficiava di contributi erogati da università, amministrazioni pubbliche e organismi sportivi nazionali.

Tra il 2018 e il 2024, l’allora legale rappresentante dell’associazione avrebbe sottratto ripetutamente risorse dell’ente a beneficio proprio e dei familiari. Il denaro sarebbe stato trasferito attraverso bonifici bancari, versamenti in contanti e accrediti tramite Pos, utilizzando anche una seconda associazione sportiva che, secondo l’accusa, sarebbe risultata priva di una reale autonomia organizzativa e gestionale.

Le movimentazioni finanziarie contestate ammonterebbero complessivamente a circa 4,5 milioni di euro. Parte delle operazioni sarebbe stata effettuata anche attraverso home banking in orari serali e notturni e, in alcuni casi, durante assemblee dell’associazione.

 

Gli investigatori ritengono inoltre che circa 2,5 milioni di euro siano successivamente confluiti, attraverso bonifici e prelievi, su rapporti bancari detenuti in Germania. Le somme sarebbero poi state impiegate per investimenti finanziari, attività imprenditoriali, acquisti e ristrutturazioni immobiliari.

Grazie alla cooperazione internazionale sono stati individuati in Germania 83 rapporti bancari, due veicoli di lusso, 21 immobili e quattro attività imprenditoriali riconducibili agli indagati.

Il gip ha quindi disposto il sequestro preventivo di beni fino a una concorrenza complessiva di circa 7 milioni di euro. Il provvedimento è stato eseguito anche in Germania attraverso il coordinamento di Eurojust. Le persone coinvolte sono indagate e devono ritenersi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!

Exit mobile version