Incendio Eco Energy, svolta nei dati: diossine sotto il riferimento ad Airola e Rotondi

AIROLA/VALLE CAUDINA – Arrivano nuovi e importanti risultati dal monitoraggio ambientale avviato dall’Arpa Campania dopo il vasto incendio divampato il 31 agosto nell’area industriale di Airola. Il quadro aggiornato mostra una netta diminuzione delle concentrazioni di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili nel secondo ciclo di campionamento effettuato nei pressi del luogo del rogo.

Il primo dato, relativo alle 24 ore comprese tra 31 agosto e 1° settembre, aveva fatto scattare l’attenzione: nella zona industriale di Airola era stata rilevata una concentrazione complessiva pari a 0,28 pg/Nm³ I-TEQ, superiore al valore di riferimento di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ correntemente utilizzato dalla comunità scientifica.

Il nuovo campionamento effettuato tra 1 e 2 settembre, sempre nella zona industriale di Airola, restituisce invece un valore di appena 0,03 pg/Nm³ I-TEQ.

Si tratta di una diminuzione molto marcata: rispetto allo 0,28 iniziale, la concentrazione è scesa di circa l’89%, attestandosi a un livello oltre nove volte inferiore rispetto alla prima rilevazione e largamente al di sotto del riferimento scientifico di 0,15.

Anche Rotondi a 0,03

È disponibile anche il primo risultato relativo al campionatore installato a Rotondi, in provincia di Avellino, uno dei punti individuati sulla base della modellistica relativa alla possibile dispersione della nube prodotta dall’incendio.

Anche qui, nel periodo 1-2 settembre, la concentrazione complessiva di diossine, furani e PCB diossina-simili è risultata pari a 0,03 pg/Nm³ I-TEQ.

Dunque, allo stato dei dati pubblicati:

Punto di campionamento Periodo Diossine/furani/PCB Riferimento
Airola – zona industriale 31 agosto-1 settembre 0,28 0,15
Airola – zona industriale 1-2 settembre 0,03 0,15
Rotondi 1-2 settembre 0,03 0,15

Il primo valore di Airola resta quindi l’unico, tra quelli finora resi pubblici, superiore al riferimento indicato dall’Arpac.

È importante precisare che quello di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ viene indicato come valore di riferimento scientifico e non come un limite di legge italiano specifico per le diossine aerodisperse.

Valle di Suessola, si attende ancora il dato di Arienzo

Per il territorio casertano resta particolarmente atteso il risultato del campionatore installato ad Arienzo, scelto proprio per verificare l’eventuale ricaduta degli inquinanti verso la Valle di Suessola, interessata nelle giornate successive al rogo da fumo, odori intensi e consistenti aumenti del particolato rilevati dalle centraline locali.

Nella tabella aggiornata resa disponibile oggi il dato di Arienzo non compare ancora.

È questo uno degli elementi più importanti per Santa Maria a Vico, Arienzo e San Felice a Cancello, perché consentirà di capire in maniera più diretta quale sia stata la concentrazione delle diossine aerodisperse nella zona verso la quale la nube si è spostata nelle ore successive all’incendio.

I primi risultati del laboratorio mobile

Ci sono novità anche dal laboratorio mobile attivato nella mattinata del 2 settembre nei pressi dell’area industriale di Airola.

Secondo i dati aggiornati al pomeriggio di oggi, non sono stati registrati superamenti dei valori limite medi orari previsti dal decreto legislativo 155/2010, limitatamente agli inquinanti per i quali esistono tali valori applicabili.

Nel dettaglio si tratta di:

Per gli altri parametri monitorati dal laboratorio mobile, invece, saranno necessari ulteriori dati e l’Arpac ha annunciato nuovi aggiornamenti.

Dal primo allarme alla forte diminuzione

Il dato più rilevante dell’aggiornamento riguarda dunque l’evoluzione registrata direttamente ad Airola.

Tra il primo e il secondo campionamento si passa infatti:

da 0,28 a 0,03 pg/Nm³ I-TEQ.

Un andamento che indica una fortissima riduzione delle concentrazioni di diossine nell’aria dopo il primo ciclo effettuato nelle ore immediatamente successive al divampare dell’incendio.

Il primo campionamento aveva infatti intercettato proprio la fase più critica del rogo, quando una gigantesca colonna di fumo nero si era levata dal deposito e aveva successivamente raggiunto diversi territori della Valle Caudina e della Valle di Suessola.

Monitoraggio ancora in corso

L’Arpac sottolinea però che l’attività di controllo non è conclusa.

I campionatori restano operativi nelle diverse postazioni individuate sul territorio e ulteriori risultati saranno pubblicati non appena disponibili.

Questo significa che il quadro va considerato ancora in evoluzione: i valori odierni rappresentano un segnale positivo rispetto alla prima rilevazione, ma saranno i successivi cicli di campionamento a chiarire definitivamente l’andamento delle concentrazioni e le eventuali ricadute sui territori raggiunti dalla nube.

Particolarmente attesi restano quindi il dato di Arienzo e gli ulteriori risultati relativi agli altri inquinanti atmosferici monitorati.

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