Valle di Suessola. L’incendio divampato nell’impianto di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti della zona industriale di Airola continua a preoccupare non soltanto il territorio sannita, ma anche i Comuni casertani della Valle di Suessola, dove nelle ultime ore sono aumentate le segnalazioni di fumo, cattivi odori e aria resa pesante dalle sostanze trasportate dal vento.
Il punto centrale emerso dalla riunione di coordinamento svoltasi questa mattina in Prefettura a Benevento riguarda soprattutto i tempi dell’emergenza: le operazioni di spegnimento potrebbero andare avanti ancora per giorni.
I Vigili del Fuoco hanno infatti chiarito che la situazione è particolarmente complessa per l’enorme quantità di materiale coinvolto, stimata in circa un milione di metri cubi di rifiuti, tra i quali numerosi pneumatici, indicati come una delle principali cause dell’intensa colonna di fumo nero.
Per raggiungere e spegnere i focolai si stanno utilizzando mezzi movimento terra, quattro autobotti e anche un robot capace di operare nelle zone rese difficilmente accessibili dalle fiamme e dal rischio di collasso del capannone.
Ed è proprio la durata prevista delle operazioni a far crescere la preoccupazione anche sul versante casertano.
A rilanciare con forza la necessità di estendere le richieste di intervento istituzionale anche alla Valle di Suessola è l’ingegnere ecologista Antonio Pascarella, che punta soprattutto sulla richiesta dello stato di calamità.
«Santa Maria a Vico purtroppo continua a risentire degli effetti trasportati dal vento. I cittadini devono sapere che durante la riunione è stato detto chiaramente che serviranno giorni e giorni per arrivare allo spegnimento completo dell’incendio, a causa dell’enorme quantità di rifiuti coinvolti. Anche i Comuni della Valle di Suessola devono chiedere lo stato di emergenza. La conformazione geografica del nostro territorio e la direzione dei venti possono determinare conseguenze molto pesanti anche da noi».
Una posizione che trova riscontro nelle numerose segnalazioni arrivate nelle ultime ore da Arienzo, San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico.
«Questa mattina a San Marco il cielo praticamente non si vedeva», racconta un cittadino, mentre cresce la richiesta di una presa di posizione comune da parte delle amministrazioni della zona.
Intanto proprio il sindaco di San Felice a Cancello ha annunciato un nuovo provvedimento precauzionale a tutela della salute pubblica. Con ordinanza sindacale sarà disposta, fino alla cessazione delle condizioni di criticità, la chiusura degli asili nido e delle strutture private per l’infanzia interessate, dei parchi e delle aree verdi pubbliche, oltre alla sospensione delle attività all’aperto nei casi previsti. Il primo cittadino ha inoltre invitato soprattutto bambini e persone fragili a limitare l’esposizione all’esterno in attesa del completamento del monitoraggio ambientale.
Da più parti viene avanzata l’idea di una iniziativa congiunta tra i Comuni della Valle di Suessola, una sorta di azione comune istituzionale per chiedere il riconoscimento dell’emergenza e l’adozione di misure straordinarie a tutela della popolazione e delle attività economiche.
Nel frattempo l’ARPAC sta effettuando il monitoraggio delle diossine e degli altri inquinanti atmosferici potenzialmente dispersi dopo il rogo. Sono stati installati campionatori nell’area interessata e sarà impiegato anche un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni degli inquinanti.
I primi risultati delle analisi sono attesi non prima della tarda mattinata di giovedì 3 settembre.
L’ASL di Benevento, sulla base dell’andamento dei venti, ha inoltre predisposto una prima mappatura dell’area compresa tra 500 metri e tre chilometri dal luogo dell’incendio, con particolare attenzione alle aziende agricole e zootecniche che potrebbero essere interessate da eventuali ricadute delle sostanze inquinanti.
Nel corso della riunione i sindaci del territorio sannita hanno condiviso l’intenzione di chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Regione Campania la dichiarazione dello stato di calamità, alla luce delle possibili conseguenze ambientali, sanitarie ed economiche dell’incendio.
Ed è proprio su questo punto che ora si concentra l’attenzione nel Casertano: Arienzo, San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico chiedano insieme che anche la Valle di Suessola venga considerata nell’emergenza, perché fumo e sostanze inquinanti non conoscono confini provinciali e, soprattutto in presenza di condizioni meteorologiche sfavorevoli, possono essere trasportati anche a diversi chilometri dal luogo del rogo.
La Prefettura continuerà intanto a seguire l’evoluzione della situazione, mentre per i cittadini restano ore di forte apprensione in attesa dei dati ufficiali sul livello degli inquinanti presenti nell’aria.