Bocciata all’esame di avvocato, i giudici la graziano: c’è il ribaltone

La candidata aveva impugnato il giudizio negativo ottenuto alla prova 2025. Ora l’elaborato dovrà essere nuovamente esaminato

CASERTA. Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello presentato da una candidata casertana che non aveva superato la prova scritta dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato, relativa alla sessione 2025 e sostenuta presso la Corte d’Appello di Napoli.

La decisione è arrivata con un’ordinanza pubblicata il primo settembre 2026. La prova della candidata era stata valutata negativamente dalla Commissione esaminatrice istituita presso la Corte d’Appello di Roma, competente per la correzione degli elaborati.

Il ricorso al Tar e il primo verdetto

Assistita dall’avvocato Pasquale Marotta, la candidata aveva deciso di contestare il giudizio rivolgendosi inizialmente al Tar Campania di Napoli. In primo grado, tuttavia, il ricorso era stato respinto. I giudici avevano ritenuto che la valutazione espressa dalla Commissione non potesse essere sindacata nel merito e che non fosse possibile procedere alla comparazione con altri elaborati giudicati positivamente.

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello per l’esame dell’avvocato

La vicenda è quindi approdata davanti al Consiglio di Stato, che ha ribaltato l’esito della prima fase, accogliendo l’appello e disponendo un nuovo esame dell’elaborato. La valutazione dovrà essere effettuata da una diversa Commissione, individuata presso la Corte d’Appello di Bologna.

Tra gli aspetti evidenziati nel ricorso figurano la presunta mancata corretta applicazione dei criteri di valutazione stabiliti preventivamente dalla Commissione nazionale presso il Ministero della Giustizia e una possibile disparità di trattamento.

In particolare, sarebbe stato portato all’attenzione dei giudici un altro elaborato, considerato identico nella struttura e nell’impostazione, che era stato invece valutato positivamente da un’altra Commissione operante presso la Corte d’Appello di Roma.

Il possibile precedente per casi analoghi

L’ordinanza assume particolare rilievo perché, secondo quanto evidenziato nel documento, potrebbe rappresentare un precedente significativo rispetto all’orientamento finora prevalentemente restrittivo del Consiglio di Stato in controversie di questo tipo.

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