VALLE DI SUESSOLA – Gli effetti del vasto incendio divampato ieri nell’area di Falzarano, nella zona industriale di Airola, sono arrivati durante la notte e alle prime ore di questa mattina sulla Valle di Suessola. Una fitta cappa di fumo ha avvolto parte del territorio compreso tra Arienzo, Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello, mentre da diverse zone arrivano segnalazioni di un forte odore acre e di aria difficile da respirare.
Le immagini scattate all’alba, in particolare dalla zona di Rosciano e dalla Panoramica di Santa Maria a Vico ma anche Arienzo, mostrano chiaramente la coltre presente sulla vallata e ai piedi dei rilievi.
«A causa dell’incendio di ieri ad Airola stamattina nella Valle di Suessola l’aria è irrespirabile», è una delle segnalazioni arrivate alla nostra redazione dalla zona di Rosciano. Dalla Panoramica i residenti indicano invece in maniera evidente il fumo che si è depositato sulla vallata.
Le centraline Ancler registrano un’impennata del particolato. Un elemento nuovo rispetto alle ore immediatamente successive all’incendio arriva questa mattina dai dati delle centraline Ancler presenti sul territorio. A illustrare la situazione è l’ecologista e ingegnere Antonio Pascarella di Santa Maria a Vico, che ha mostrato l’andamento registrato nelle ultime ore dai sensori per il particolato.
Nel grafico delle ultime 24 ore si osserva infatti, dopo valori rimasti contenuti per gran parte della giornata e della notte, una brusca impennata nelle prime ore del mattino, con alcune rilevazioni che raggiungono e in un caso superano quota 200 microgrammi per metro cubo.
Si tratta di dati che dovranno essere letti e valutati nel dettaglio in base alla tipologia di particolato, alla durata dell’esposizione e ai parametri previsti dalla normativa. Pascarella, commentando le rilevazioni, parla comunque di valori anomali e invita alla prudenza.
«Il vento sta trasportando PM nella Valle di Suessola. Le centraline Ancler che rilevano il particolato stanno registrando valori oltre i limiti normativi», afferma l’ingegnere.
Pascarella rivolge inoltre un invito ai cittadini: «Lavate bene frutta e verdura e fate a meno di mangiare quella raccolta nelle immediate vicinanze dell’incendio ad Airola».
Magliulo: «Cappa di fumo arrivata ad Arienzo»
Questa mattina anche Giuseppe Magliulo, presidente del Consiglio comunale di San Felice a Cancello, ha segnalato l’arrivo della nube nella Valle.
«La cappa di fumo è arrivata ad Arienzo, puzza incredibile», ha riferito nelle prime ore del mattino.
Successivamente Magliulo ha invitato la popolazione alla cautela: «A causa dell’incendio al deposito di rifiuti in località Airola, questa mattina potrebbe essere interessata tutta la zona da fumi e puzza. Si prega di fare attenzione, di chiudere le finestre e di usare le mascherine. Seguiranno aggiornamenti».
La situazione appare dunque profondamente diversa rispetto a quella comunicata nella serata di ieri.
L’Amministrazione comunale di Santa Maria a Vico e l’Ufficio Ambiente avevano fatto sapere di stare seguendo l’evoluzione del rogo attraverso i canali Arpac e il sistema Ancler, precisando che, in quel momento, non venivano rilevate anomalie nella qualità dell’aria dai punti di rilevazione presenti sul territorio comunale.
Durante la notte, però, la situazione meteorologica e lo spostamento della massa di fumo hanno modificato lo scenario. All’alba sono comparsi la cappa visibile sulla vallata, il forte odore segnalato dai cittadini e contemporaneamente l’impennata dei valori di particolato mostrata dalle centraline.
Intanto prosegue l’attività dell’Arpa Campania nell’area dell’incendio di Airola. L’Agenzia ha posizionato un campionatore ad alto flusso nella direzione della colonna di fumo per verificare la presenza nell’aria di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili.
Sono inoltre attivi campionatori passivi per la determinazione delle concentrazioni atmosferiche di biossido di azoto, biossido di zolfo, acido fluoridrico e ammoniaca. Da una prima osservazione effettuata dai tecnici del dipartimento Arpac di Benevento, il materiale interessato dalla combustione sarebbe composto prevalentemente da rifiuti plastici e carta stoccati in balle.
L’Agenzia sta valutando anche l’utilizzo di un laboratorio mobile capace di misurare le concentrazioni orarie di ulteriori sostanze, tra cui monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene e xilene. I risultati di questi accertamenti saranno fondamentali per comprendere la reale composizione della nube e l’eventuale presenza di sostanze pericolose.
La situazione nella Valle di Suessola resta quindi sotto stretta osservazione. Le immagini di questa mattina e i dati delle centraline fotografano un cambiamento netto rispetto alla serata precedente. Si attendono ora soprattutto le risultanze ufficiali dell’Arpac e gli eventuali nuovi provvedimenti o indicazioni dei Comuni interessati.
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