
Marcianise. Un urlo liberatorio, le lacrime a rigare il viso e un pugno scagliato nell’istante finale che vale un grande bronzo. Al PalaWojtyla di Martina Franca, Alessandra Mangiacapra regala alla Nazionale Italiana di Karate una delle medaglie più sofferte, volute e dal significato profondo dell’intera spedizione azzurra ai Giochi del Mediterraneo. Un bronzo scintillante nella categoria -61 kg di kumite, che premia il talento, ma soprattutto la tenacia indomabile dell’atleta originaria di Marcianise.
Un risultato eccezionale, arrivato al termine di una vera e propria prova d’altruismo e spirito di squadra. Alessandra, atleta e campionessa italiana in carica della categoria -55 kg, si è messa a completa disposizione dello staff tecnico azzurro accettando di misurarsi in una classe di peso superiore. Un cambio di categoria impegnativo, affrontato con la maturità delle grandi atlete e ripagato da una prestazione monumentale.
Un percorso perfetto sul tatami
Il cammino sul tatami pugliese è iniziato nel migliore dei modi: un esordio travolgente contro la cipriota Maria Kuproanou, superata con un netto 9-1. Dopo uno stop nel tabellone principale, la karateka delle Fiamme Oro ha iniziato la sua risalita nel ripescaggio, imponendosi per 8-7 sull’ostica croata Mia Greta Zorko al termine di una battaglia tattica e nervosa.
Ma è stata la finale per il terzo posto contro la francese Monica Arzumian a trasformarsi in un vero romanzo sportivo. Un incontro al cardiopalma, senza esclusione di colpi, vissuto sul filo del rasoio. Con il cronometro a un passo dallo zero e il punteggio a sfavore (anche se in parità sul 4-4, l’atleta francese aveva un vantaggio, ovvero il “senshu”, che attribuisce la vittoria in caso di parità a chi mette a segno il primo punto del match) Alessandra ha tirato fuori dal cilindro un colpo di classe: uno gyaku-tsuki (pugno al volto) da manuale scagliato a un solo secondo dalla fine. Punteggio ribaltato sul 5-4 e medaglia di bronzo al collo.
La rinascita dopo l’infortunio
Al suono della sirena, la tensione si è sciolta in un pianto liberatorio. Dietro quella medaglia c’è infatti il riscatto da un periodo buio: il grave infortunio al ginocchio patito nell’ottobre del 2024, i lunghi mesi di stop, la riabilitazione e il rientro alle gare agonistiche solo a inizio 2026. Una rinascita coronata prima a marzo con il titolo ai Campionati Italiani Assoluti Seniores ad Ostia (nella sua -55 kg) e oggi con questo bronzo internazionale.
Grande soddisfazione per il Gruppo Sportivo della Polizia di Stato “Fiamme Oro” di Roma – dove Alessandra vive e lavora –, per la sua Marcianise, per tutto il karate azzurro, per la sua famiglia e per il suo fidanzato Antonio.
Le parole dell’atleta
Intervistata a caldo dai microfoni del canale ufficiale del CONI, un’emozionata Alessandra ha dichiarato:
“È stata un’emozione bellissima salire su questo tatami di importanza internazionale e riuscire ad ottenere una prestigiosa medaglia, confermando il bronzo dell’edizione precedente dei Giochi tenutasi ad Oran, in Algeria. Ringrazio la Nazionale Italiana per la fiducia riposta in me, il mio Gruppo Sportivo Fiamme Oro e tutte le persone che mi hanno sostenuta e mi sostengono sempre.”
Un bronzo che sa d’oro, per come è arrivato e per ciò che rappresenta: la dimostrazione che con il sacrificio e il cuore si può piegare anche il destino.
Brava Alessandra!

