Muore intrappolata tra le fiamme, figlia fermata: non l’ha soccorsa

Regionale. Avrebbe guardato la madre mentre veniva avvolta dalle fiamme, senza intervenire neppure quando la donna, sopraffatta dal dolore provocato dalle ustioni, avrebbe perso i sensi. È questo uno degli aspetti più drammatici emersi dalle indagini sulla morte di Genoveffa Totaro, 75 anni, avvenuta nell’appartamento di via Vittorio Veneto, nel centro di Gragnano.

 

Per la morte dell’anziana è stata fermata la figlia Francesca Buonopane, 53 anni, trasferita nel carcere di Secondigliano. La donna è accusata di omicidio volontario e tentato incendio e si trova attualmente nel reparto psichiatrico del penitenziario napoletano, dove è tenuta sotto osservazione. Le sue condizioni psichiche dovranno essere valutate anche ai fini dell’accertamento delle responsabilità giuridiche e del movente.

 

Secondo la ricostruzione investigativa, madre e figlia vivevano insieme nell’abitazione situata a poche centinaia di metri dal municipio. Francesca era l’unica dei tre figli di Genoveffa a non essersi sposata. Tra le due ci sarebbe stato un rapporto difficile, caratterizzato da frequenti discussioni.

 

L’ultima lite sarebbe avvenuta proprio poche ore prima dell’incendio. Durante la discussione Genoveffa avrebbe tentato di calmare la figlia strattonandola, circostanza che, secondo quanto ricostruito, sarebbe compatibile con alcuni segni riscontrati sul braccio della 53enne.

 

Le indagini sono condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso. Il pubblico ministero Matteo De Micheli ha interrogato Francesca Buonopane fino alle due di notte di sabato, cercando di ricostruire quanto accaduto attraverso dichiarazioni ritenute confuse e contraddittorie.

 

Secondo l’accusa, la donna avrebbe utilizzato delle forbici per tagliare il tubo che portava il gas al piano cottura, per poi innescare le fiamme utilizzando un accendigas presente in cucina. Il fuoco si sarebbe rapidamente propagato dai mobili fino al balcone.

 

Un passante, notando le fiamme dalla strada, è corso al secondo piano della palazzina tentando disperatamente di spegnere l’incendio. Avrebbe utilizzato anche dei bidoni per trasportare e gettare acqua sulle fiamme. Quando il rogo è stato domato, però, per Genoveffa Totaro era ormai troppo tardi.

 

Nel frattempo i vicini avevano dato l’allarme e sul posto erano arrivati vigili del fuoco e carabinieri. Il cuore della 75enne aveva già cessato di battere.

 

Per gli investigatori, Francesca Buonopane avrebbe avuto invece la possibilità di intervenire prima, trascinando la madre lontano dalle fiamme o chiedendo immediatamente aiuto. Avrebbe invece assistito alla scena per diversi minuti per poi allontanarsi dall’abitazione.

 

L’appartamento è stato sequestrato e la salma di Genoveffa Totaro è a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia. Assistita dall’avvocato Aldo D’Apuzzo, Francesca Buonopane dovrà comparire davanti al gip del Tribunale di Torre Annunziata per l’interrogatorio di convalida.

 

Gli investigatori stanno approfondendo anche il passato della 53enne e le testimonianze che riferiscono di un disagio psichico presente da anni. Nella storia familiare c’è inoltre un’altra tragedia: il suicidio del nipote Alessandro, morto a soli 13 anni il 3 settembre 2022 dopo essersi gettato dalla finestra della propria cameretta. Secondo quanto ricostruito all’epoca, il ragazzino era perseguitato da un gruppo di bulli. Una tragedia che avrebbe segnato profondamente Francesca Buonopane.

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