NAZIONALE – Contro l’impennata dei prezzi ai distributori, il governo sta valutando l’introduzione di un sussidio carburante integrato nello stipendio, pensato per alleggerire il peso sui lavoratori e sulle famiglie. L’ipotesi ricalcherebbe la formula già sperimentata nel 2022 dal governo Draghi, con un massimo di 200 euro in voucher benzina esentasse, erogati dai datori di lavoro privati attraverso i canali del welfare aziendale.
La vera novità di questa nuova versione potrebbe però riguardare i criteri di assegnazione. L’obiettivo dichiarato è restringere il perimetro del beneficio, introducendo un tetto ISEE o di reddito per favorire le fasce sociali più colpite dall’inflazione.
Sul tavolo ci sono due soluzioni distinte. La prima è il canale aziendale: un contributo privato fino a 200 euro, erogato dal datore di lavoro, sul modello già visto nel 2022. Il lavoratore riceve il voucher e decide autonomamente se e come utilizzarlo.
La seconda è il canale statale: una riserva da un miliardo di euro destinata alle famiglie con ISEE non superiore a 20.000 euro, a cui andrebbe un voucher per il rifornimento fino a un massimo di 100 euro. In questo caso, la concessione del sussidio non dipenderebbe più dalla disponibilità del datore di lavoro, ma scatterebbe automaticamente in base alla situazione reddituale del richiedente.
Ciascuna delle due strade presenta però delle criticità. Legare il bonus esclusivamente all’ISEE rischierebbe di penalizzare la classe media, formata da cittadini che pur non rientrando nelle fasce più svantaggiate affrontano comunque spese quotidiane significative per gli spostamenti casa-lavoro. Al contrario, veicolare l’aiuto attraverso i canali aziendali tutelerebbe i lavoratori dipendenti, ma escluderebbe automaticamente liberi professionisti e lavoratori autonomi, per i quali non è applicabile il classico schema dei fringe benefit.
Per questo motivo si fa strada anche una terza ipotesi, complementare alle prime due: il potenziamento di deduzioni o detrazioni fiscali sulle spese di rifornimento. In questo caso il beneficio non arriverebbe come accredito immediato, ma verrebbe recuperato sotto forma di sconto sulle imposte.
In attesa di una decisione definitiva sul bonus, il governo ha intanto prorogato fino al 5 settembre l’alleggerimento fiscale sul gasolio, mantenendo la riduzione complessiva di circa 17 centesimi al litro già in vigore.