
Caserta. Ieri sera la Cattedrale ha accolto l’ultimo saluto a Guido Roviello, il 62enne senza fissa dimora morto dopo il brutale pestaggio del 19 agosto. Una vicenda iniziata per un debito di 50 euro e finita con una morte che ha scosso profondamente la città
Ieri sera, 25 agosto, Caserta ha dato l’ultimo saluto a Guido Roviello, il 62enne senza fissa dimora morto dopo essere stato brutalmente aggredito in pieno giorno. La sua bara è entrata nella Cattedrale di Caserta per una celebrazione che ha raccolto il dolore di chi lo conosceva, dei volontari che negli anni gli erano stati vicino e di tanti cittadini rimasti colpiti dalla sua storia.
Guido è morto dopo due giorni di agonia, al termine di un’aggressione violentissima avvenuta il 19 agosto in piazza Sant’Anna. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’origine della lite ci sarebbe stato un debito di 50 euro.
Una cifra diventata il simbolo di una tragedia molto più grande: quella di un uomo che aveva perso la casa, il lavoro e progressivamente i propri punti di riferimento, fino a diventare una delle tante persone che vivono ai margini della società.
L’aggressione a Guido Roviello in pieno giorno
Il servizio di Vita in diretta dedicato alla vicenda di Guido Roviello, il 62enne senzatetto di Caserta morto dopo il pestaggio per 50 euro.
La vicenda comincia nel pomeriggio del 19 agosto. Guido si trova in piazza Sant’Anna quando nasce una discussione con un altro uomo senza fissa dimora. La lite, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe legata alla richiesta di restituzione di 50 euro. Il confronto degenera rapidamente.
Il 62enne viene colpito più volte e cade a terra. L’aggressione continua mentre Guido è ormai inerme. Tutto avviene in pieno giorno, in una zona frequentata della città. Le telecamere di videosorveglianza e un filmato realizzato da un passante diventano elementi importanti per ricostruire quanto accaduto. Quelle immagini, nelle ore successive, fanno emergere con drammatica chiarezza la violenza subita dal 62enne e alimentano anche una forte riflessione sull’indifferenza.
Due giorni di agonia e poi la morte
Dopo l’aggressione arrivano i soccorsi. Guido viene trasportato in ospedale in condizioni gravissime. Per due giorni resta ricoverato e lotta tra la vita e la morte. Le ferite riportate durante il pestaggio, però, sono troppo gravi.
Venerdì 21 agosto Guido Roviello muore a 62 anni.
La notizia della sua scomparsa provoca dolore e sgomento a Caserta. Guido era conosciuto da molti. La sua presenza nelle strade della città era diventata familiare. Ma dietro quel volto incontrato quotidianamente c’era una storia personale complessa.
Prima di vivere in strada, Guido aveva lavorato come cameriere. Aveva avuto una casa e una famiglia. Poi la vita aveva preso una direzione diversa, tra la perdita del lavoro, la fine del matrimonio e una progressiva condizione di marginalità. Negli ultimi anni aveva trovato sostegno soprattutto nelle persone e nelle realtà impegnate ad assistere chi vive senza una casa.
L’indagine e l’arresto dell’aggressore di Guido Roviello
Le indagini sulla morte di Guido sono partite immediatamente. Gli investigatori hanno analizzato le immagini delle telecamere presenti nella zona e il video realizzato da un passante. Gli elementi raccolti hanno consentito di individuare il presunto responsabile dell’aggressione.
Si tratta di un 40enne di nazionalità romena, anch’egli senza fissa dimora. L’uomo viene sottoposto a fermo nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, alla base della violenza ci sarebbe proprio la questione dei 50 euro. Il denaro sarebbe stato prestato a Guido nei giorni precedenti e la richiesta di restituzione avrebbe provocato la discussione.
Il 40enne è stato successivamente condotto davanti al gip, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. L’accusa contestata è quella di omicidio aggravato dai futili motivi. Naturalmente, la posizione dell’indagato dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento giudiziario e nel rispetto della presunzione di innocenza.
Il video che ha sconvolto Caserta
A colpire profondamente l’opinione pubblica non è stata soltanto la morte di Guido, ma anche il video dell’aggressione. Le immagini mostrano una scena di violenza consumata in una piazza della città, davanti ad altre persone. La vicenda ha così aperto una riflessione più ampia sul tema dell’indifferenza e sulla condizione delle persone senza dimora.
Anche il vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese, ha richiamato la comunità alla necessità di non voltarsi dall’altra parte davanti alla sofferenza. Il caso di Guido ha riportato sotto i riflettori una realtà spesso presente nelle città ma poco considerata: quella degli uomini e delle donne che vivono per strada e che, nonostante siano quotidianamente sotto gli occhi di tutti, rischiano di diventare invisibili.
La Diocesi ha sostenuto le spese del funerale
Ed è proprio per restituire dignità a Guido che la Diocesi di Caserta ha deciso di sostenere le spese del funerale. Ieri sera la Cattedrale di Caserta ha accolto la celebrazione dell’ultimo saluto. Un momento particolarmente toccante, nel quale la città ha potuto fermarsi per ricordare un uomo che negli ultimi anni aveva vissuto una condizione di estrema fragilità.
Non soltanto un “clochard”, dunque, ma Guido. Un uomo con un passato, una famiglia, un lavoro e una storia personale che aveva preso una strada difficile. La celebrazione ha rappresentato anche un modo per restituirgli quel nome e quella dignità che troppo spesso vengono cancellati quando una persona finisce a vivere per strada.
La figlia vive in Germania: Guido sarà trasferito lì
C’è poi un ultimo capitolo nella storia del 62enne. Guido aveva una figlia che vive in Germania. I rapporti familiari si erano interrotti negli ultimi anni, ma dopo la morte dell’uomo è stato possibile riallacciare il contatto con la famiglia.
Dopo il funerale celebrato ieri sera a Caserta, la salma sarà trasferita in Germania. Sarà quindi lontano dalla città nella quale ha trascorso gli ultimi anni della sua vita che Guido troverà la sua ultima dimora. Un dettaglio che rende ancora più particolare la sua storia: Caserta lo ha conosciuto soprattutto come un uomo che viveva in strada, mentre in Germania lo attende la famiglia.
Una morte che lascia domande
La vicenda di Guido Roviello non si chiude con il funerale. Restano le indagini, il procedimento giudiziario e soprattutto molte domande. Una riguarda naturalmente la violenza che ha portato alla morte di un uomo per una vicenda legata, secondo la ricostruzione degli investigatori, a 50 euro.
Ma c’è anche una domanda più ampia che riguarda tutti. Quanto è diventato invisibile Guido mentre viveva per strada? Quante volte è stato incrociato senza che nessuno conoscesse davvero la sua storia? E quante altre persone, oggi, vivono nelle stesse condizioni senza che la loro presenza venga realmente percepita?
La morte del 62enne ha costretto Caserta a guardare una realtà che spesso rimane ai margini. Ieri sera, nella Cattedrale, Guido non era più soltanto il clochard che molti conoscevano nelle strade della città. Era un uomo con un nome, una storia e una famiglia.
Guido Roviello ha lasciato Caserta dopo una vita segnata dalla fragilità e una morte arrivata in modo assurdo e violento. La sua salma raggiungerà ora la Germania, dove sarà sepolto.
Resta il ricordo di una vicenda che ha profondamente scosso la città e che, oltre alle responsabilità che saranno accertate dalla magistratura, lascia una riflessione difficile da ignorare: nessuna persona dovrebbe diventare invisibile soltanto perché vive ai margini.
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