Il Parco del Matese continua ad attirare visitatori, famiglie ed escursionisti, ma insieme al turismo arrivano anche problemi che non possono essere ignorati. In diverse aree del territorio, infatti, l’abbandono dei rifiuti rischia di trasformare la bellezza del paesaggio in una cartolina del degrado. La questione non riguarda soltanto la pulizia. Dietro i sacchetti lasciati lungo le strade, nei pressi delle aree verdi o vicino ai luoghi maggiormente frequentati, emerge soprattutto il problema dei controlli.
Il fenomeno del turismo “mordi e fuggi” diventa così difficile da gestire quando non viene accompagnato da una presenza costante sul territorio. Il risultato è un ambiente che paga il prezzo dell’inciviltà di pochi e dell’assenza di una vigilanza capace di prevenire i comportamenti scorretti.
Il Matese rappresenta una delle aree naturalistiche più importanti dell’Alto Casertano. Boschi, montagne, sentieri e piccoli centri custodiscono un patrimonio che potrebbe rappresentare una risorsa ancora maggiore per il turismo locale.
Eppure, basta poco per compromettere l’immagine di questi luoghi. Un sacchetto abbandonato, una bottiglia lasciata sul ciglio della strada o rifiuti accumulati dopo una giornata all’aperto raccontano una storia completamente diversa. Non è soltanto una questione estetica. La presenza di rifiuti può danneggiare il decoro, creare problemi ambientali e trasmettere ai visitatori la sensazione di un territorio trascurato.
Ancora più amara è la situazione quando a lasciare i rifiuti sono persone che hanno scelto proprio il Matese per trascorrere qualche ora immersi nella natura. La montagna, però, non può diventare una discarica a cielo aperto. E non può essere lasciato soltanto ai cittadini rispettosi il compito di difenderla.
Il tema dei controlli diventa quindi centrale. Nel corso dell’estate non sono mancati interventi contro l’abbandono illecito dei rifiuti nel territorio del Parco. A San Potito Sannitico, ad esempio, un episodio di abbandono di rifiuti ingombranti è stato individuato durante un servizio di monitoraggio e il presunto responsabile è stato denunciato.
Sono segnali importanti, ma il territorio ha bisogno di continuità. La prevenzione deve essere visibile, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. Servono controlli, ma anche informazione e responsabilità. Perché il rispetto dell’ambiente non può dipendere soltanto dalla presenza di una pattuglia o dalla possibilità di una sanzione.
Il Matese appartiene a tutti. È un luogo nel quale tante famiglie vivono, lavorano e costruiscono opportunità legate al turismo. Per questo vedere rifiuti abbandonati proprio nei luoghi più belli lascia amarezza e rabbia.
Difendere il Parco significa difendere anche l’economia dei piccoli comuni, l’immagine dell’Alto Casertano e il diritto delle future generazioni a trovare la stessa natura che oggi abbiamo la fortuna di ammirare. La speranza è che alle segnalazioni seguano interventi concreti e soprattutto una maggiore presenza sul territorio. Perché il turismo può essere una ricchezza soltanto se porta valore, non degrado.
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