GRAZZANISE/CASAL DI PRINCIPE. La compravendita di alcuni terreni agricoli nel territorio di Grazzanise sarebbe finita, secondo la ricostruzione degli investigatori, al centro di una presunta mediazione riconducibile ad ambienti del clan dei Casalesi. Una vicenda nella quale compaiono i nomi di Raffaele Nobis, Alfonso Cacciapuoti, Costantino Garofalo e Giuseppe Nobile.
La contesa avrebbe riguardato due imprenditori del settore bufalino, G.Z., originario di San Cipriano d’Aversa e titolare di un’attività con sede operativa a Grazzanise, e G.P., imprenditore grazzanisano interessato agli stessi appezzamenti.
G.P. avrebbe vantato diritti di prelazione sui fondi, che coltivava da circa quattro anni sulla base di un contratto di affitto non registrato. Secondo l’ipotesi investigativa, nel 2024 la disputa sarebbe però uscita dai normali rapporti commerciali.
G.Z. si sarebbe inizialmente rivolto a Raffaele Nobis, fratello di Salvatore Nobis, detto “Scintilla”, indicato come storico luogotenente di Michele Zagaria. Nella vicenda avrebbe avuto un ruolo anche Alfonso Cacciapuoti, cognato di Nobis e figura ritenuta dagli investigatori di riferimento nell’area di Grazzanise. Compare inoltre Costantino Garofalo, genero di Raffaele Nobis e amministratore di un’impresa funebre di Casapesenna.
Proprio nella sede dell’attività di Garofalo, G.P. sarebbe stato convocato per un primo incontro con Nobis. Successivamente avrebbe incontrato anche Cacciapuoti, che gli avrebbe prospettato l’acquisto dei terreni per 180mila euro, facendo presente anche l’interesse di G.Z.
Un passaggio ritenuto centrale dagli investigatori sarebbe avvenuto il 27 gennaio 2024, durante un summit a Grazzanise. All’incontro avrebbero partecipato Garofalo, G.Z., Cacciapuoti e Giuseppe Nobile, già condannato in passato per mafia.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, una volta estromesso G.P. dall’operazione, Cacciapuoti avrebbe pensato di ottenere 60mila euro in contanti e senza tracciabilità sui 180mila complessivamente messi sul tavolo da G.Z. Anche Raffaele Nobis avrebbe successivamente avanzato una richiesta economica per la propria mediazione.
L’affare, però, non sarebbe stato concluso.
La vicenda emerge dall’indagine del Nucleo investigativo dei carabinieri di Caserta, coordinata dalla Dda di Napoli. L’episodio non figura tra i reati contestati. Nel luglio scorso l’inchiesta ha portato al fermo di otto persone, tra cui Garofalo e Nobis. Il Riesame ha successivamente annullato la misura cautelare nei confronti di Raffaele Nobis, disponendone la scarcerazione.